MONARCH – Sabbracadaver

Pubblicato il 31/08/2014 da
voto
7.0
  • Band: MONARCH (FRA)
  • Durata: 00:46:01
  • Disponibile dal: 22/07/2014
  • Etichetta:
  • Profound Lore

Spotify:

Apple Music:

Supera il decennio di durata la saga dei francesi Monarch, e arriva al venerabile traguardo del settimo full length album. E dove è giunta la band nell’arco di questi anni e di tutti questi lavori, che oltretutto includono una serie sterminata di EP e split? Semplicemente, da nessuna parte. Sono sempre lì, a rovistare, come nel 2005, nella immnondizia sonora dalla quale erano partiti. I Monarch sono forse una delle band più immobiliste e omogenee nell’output creativo mai viste. Fanno da oltre dieci anni lo stesso doom putrefatto e comatoso e non vogliono sentire altro o concepire null’altro che esuli dalla loro primordiale e lercissima formula di origine. Sembra quasi un’amara critica, questa mossa nei loro confronti, e in effetti non è certo una costatazione tanto lusinghiera affermare che la band è praticamente ferma a dove ha iniziato, se non fosse per il fatto che quello che fanno, sarà pure il frutto di evoluzione zero, ma lo fanno dannatamente bene, e al di sopra della media che si vede in giro da ben dieci anni a questa parte. Squadra che vince non si cambia insomma, giusta annotazione questa fatta della band, e sinora la strategia ha pagato visto che, sette dischi dopo, questo “Sabbracadaver” è riuscito a far erigere la band ancora una volta al di sopra della massa e confermarla come entità di spicco nell’extreme doom targato 2014. In fondo pensate anche a band come Electric Wizard, Moss, Sleep, Yob, eccetera: cosa hanno cambiato negli anni? Praticamente nulla. Sono rimasti dov’erano. Ma il loro successo da cosa dipende allora? Dal fatto che tutte queste band sono state le uniche a capire il reale funzionamento di una determinata formula e sono le uniche ad avere individuato i tasti giusti da spingere ogni volta per materiallizzare lavori superiori. E “Sabbracadaver” è proprio questo: null’altro che un altro grande momento in questa linealogia conservatrice ma inattaccabile. Rimane un disco iconico, fottutamente heavy, personale e pieno di carisma, seppur identico a tutti i suoi predecessori. E’un disco lento da fare schifo, pesante oltre l’insopportabile, e straniante quanto il coma profondo, ma scorre via che è un piacere pur sotto la sua soffocante coltre di fuzz, perchè la band sa esattamente dove sta andando e non si perde mai per strada. E anche nella peggiore delle ipotesi (alcuni momenti come il genere richiede sono davvero una sfida alla pazienza di chiunque) la voce spiritata e tremendamente iconica della frontwoman Emilie Bresson è sempre lì a ricordarci che i Monarch sono sempre stati comunque dotati di quella marcia in più rispetto alla media in campo extreme doom, e in possesso di quel surplus di personalità portato dalla iconica vocalist che ha sempre fatto dei Monarch una garanzia di qualità. C’è tanto di cui gioire qui insomma per i fan della band, mentre tutti i fan di band come Corrupted, Thou, The Body eccetera, che hanno poca familiarità con i francesi, scopriranno con piacere che il doom estremo gode di piena salute grazie a questa formazione e che i Bloody Panda hanno un degnissimo erede (lacrimuccia).

TRACKLIST

  1. Pentagrammes
  2. Louves
  3. Mortes
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.