MONO – Rays Of Darkness

Pubblicato il 08/10/2014 da
voto
7.5
  • Band: MONO
  • Durata: 00:35:10
  • Disponibile dal: 28/10/2014
  • Etichetta: Pelagic Records
  • Distributore:

Con il gemello e nemesi allo stesso tempo “The Last Dawn” la creatura di Kata e Yoda si associa ad un momento oscuro e minaccioso, parimenti intenso e magniloquente, in contrasto e parallelo con l’ultima luminosità del suo contrappunto più chiaro. Concepiti artisticamente come gemelli separati dalla nascita: entrambi i dischi infatti provengono dagli studi della Pennsylvania e vedono la luce il 28 ottobre in Europa e nel resto del mondo. Un lato sicuramente più oscuro fuoriesce dalle quattro tracce (rispetto alle sei di “The Last Dawn”), eppure sempre in linguaggio canonico Mono, che qui attinge ad un mantra più à la Clint Mansell e le sue composizioni per Aronowski come per “The Fountain”: mistiche e incombenti. L’ignoto fa capolino nell’attacco di “Recoil Ignite” e la burrasca che si era scorta nel panorama sonoro dei precedenti dieci minuti inizia a sfuriare la sua oscurità magniloquente in questa prima piccola perla nera. Calano le tende del buio e della tenebra, eppure sono sempre i momenti intimi di Goto e Suematsu che richiamano alla mente il canone post-rock che il monicker Mono ha ormai imparato a tratteggiare. “Surrender” è la resa a braccia aperte alla forza dell’imponente nemico, che è anche fratello di sangue, alla sua morsa e al suo abbraccio, in un perfetto blend delle sonorità di entrambi i lavori. Orchestra e chitarre si incontrano in un matrimonio tra cielo e inferno come nella visione di Blake e non possono fare altro che rimanere eternamente uniti e separati. Ying e Yang. Amore e perdita. Luce ed ombra. Canoni standard. Ancora una volta. Ma impossibili da tenere separati dalla passione e dagli arrangiamenti che i compositori giapponesi hanno imparato a mescere dai loro strumenti e dai loro sogni. “The Hands That Hold The Truth” è invece un ultimo assalto, un ultimo colpo di coda che i Mono hanno deciso di regalare a conclusione di questo “Rays Of Darkness”. L’oscurità che aveva preso corpo nel corso del disco prende anche una voce nell’attacco ultimo di questo finale. Tetsu Fukagawa dei post-hardcorer Envy pone il suo suggello rabbioso e repentino alla chiusa del disco, e dà per la prima volta una resa vocale al sound Mono, nel loro brano forse più aggressivo e oscuro mai partorito, che pone la sua bandiera nera sul terreno tormentato dalla tempesta. “The Last Rays” pone un vessillo nero sulle speranzose ed eroiche vedute di “The Last Dawn” e lascia il rumore del tuono che rimbomba da lontano dopo la tempesta, più breve – ma non per questo meno intensa – di “Rays Of Darkness”. Questo lato della moneta non può che essere associato a “The Last Dawn” e essere collocato come la parte oscura della composizione dei post-rockers giapponesi,  un lato che lascia trapelare una vena di innovazione al proprio sound che qualche fan potrebbe trovare troppo strutturata, ma che comunque è essenziale per rimettere nel lettore l’altra faccia della medaglia, così come è necessario per la fruizione totale del gemello “buono”. Un serpente che si morde la coda. Ouroboros. Come nell’eterno ritorno nietszchiano. Ancora una volta al nome Mono si associa la qualità insindacabile di compositori musicali. E in un genere bastardo come il post-rock non si può che trovare il loro nome nei paradigmi imprescindibili che lo definiscono come vero ed assolutamente autentico.

TRACKLIST

  1. Recoil, Ignite
  2. Surrender
  3. The Hand That Holds The Truth
  4. The Last Rays
1 commento
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