MONO / THE OCEAN – Transcendental

Pubblicato il 03/11/2015 da
voto
7.5
  • Band: THE OCEAN
  • Durata: 24:10
  • Disponibile dal: 23/10/2015
  • Etichetta: Pelagic Records
  • Distributore:

Due nomi di culto. Due canzoni. Una dozzina di minuti per uno. Un binomio perfetto per un’uscita che sulla copertina porta la targa Mono e The Ocean, emblemi rispettivamente del post-rock e del post-metal. La tenerezza e la tranquillità di un bambino al centro di fauci di demoni oscuri tutto intorno vengono disegnati come simboli di questo split album dal disegnatore tedesco Florian Bertmer, a la trasposizione del candore eroico e mitico del protagonista della copertina emerge negli undici minuti di marcia epica contenuti in “Death In Reverse” dei Mono: un crescendo romantico in puro stile Mono, appunto, che sembra essere quanto di più scontato ormai si possa offrire nel panorama post-rock di oggi ma che ad ogni giro rivela uno spirito ed una classe che ormai questo nome ha imparato a offrire brano dopo brano, album dopo album. La chiusa del pezzo è invece la coda di questa cavalcata e l’ascesa in un paradiso mitico, che sembra richiamare le celestiali tonalità di “Hymn To The Immortal Wind”: archi e piano uniti su un feedback di synth che accompagnano in un altro mondo, definitivamente ultraterreno, come spiega il leader e principale compositore Takaakira Goto, ‘come se diventassimo pura anima – una singola goccia d’acqua nella fontana della vita’, in questa sorta di visione spiritualistica sulla morte e la conseguente rigenerazione dell’anima. E se i Mono riescono a rievocare l’epica germanica in questa faccia della moneta, i The Ocean riprendono l’immaginario di Tokyo del film di Gaspard Noe “Enter The Void” e lo portano nel loro territorio metafisico e post-metal nell’altro lato. Nel percorso targato The Ocean viene presentato lo ‘stato intermedio’ che secondo il Libro Dei Morti tibetano intercorre tra la morte e la rinascita, quasi come viaggio psichedelico. La formazione tedesca, ormai nominabile collettivo, forte dei nuovi membri Paul Seidel alla batteria e l’australiano Damian Murdoch alla chitarra, insieme a Vincent Membrez al piano e il violoncellista Dalai Theofilopoulou (entrambi già in “Pelagial”), riesce a ripercorrere questa sorta di viaggio ultraterreno nei dodici minuti di “The Quiet Observer”, cantilenante altalena post-metal piena di stacchi e ritmiche dispari tipiche del sound della creatura di Robin Staps che aveva saputo sublimarsi compiutamente in “Pelagial”. Linee vocali pulite e distorte si amplificano e si richiudono come in un’altalena di chiaroscuri, così come i riff delle chitarre con le parti orchestrali, e così come le sincopi ritmiche con l’andamento progressivo del brano. Questo EP split non può che configurare qualcosa che va al di là dei canoni di genere, li trascende per concepimento e per risultato finale, così come a livello di contenuto e di forma. “Transcendental” si offre come lavoro più che intrigante, più che interessante, più che ben riuscito e concepito, anche se non può far altro che far bramare all’ascoltatore qualcosa di più. Appare come un assaggio di un qualcosa che probabilmente non ci sarà. Purtroppo o per fortuna poco importa, bastante però ad affermare queste due realtà come fondamentali per tutta quella musica di matrice rock a cui apporre ormai il prefisso post- più generale. Per i più pragmatici “Transcendental” si offrirà probabilmente come preludio al tour che vede i Mono e i The Ocean unirsi al terzo anello di congiunzione Sòlstafir per questa fine 2015: anche qui, un connubio più che intrigante.

TRACKLIST

  1. Death In Reverse
  2. The Quiet Observer
2 commenti
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