MONOLORD – Rust

Pubblicato il 03/10/2017 da
voto
8.0
  • Band: MONOLORD
  • Durata: 00:54:30
  • Disponibile dal: 29.09.2017
  • Etichetta: RidingEasy Records
  • Distributore:

Quello che i Monolord hanno proposto sin dal loro debut è uno sludge/doom metal che rientrava, senza assolutamente mascherarlo, in un ambito heavy rock che porta inevitabilmente agli anni ‘70, e non è certo tenuto sotto mistero il culto che la band riserva per la Chiesa di Birmingham. Il nuovo “Rust”, terza fatica e potenzialmente album della svolta per il trio svedese, decide di seguire le coordinate dei due lavori precedenti, ma lo fa con una veste leggermente diversa, come se i Nostri avessero preso una nuova coscienza delle proprie capacità ed avessero voluto buttare qualcosa in più, mettere più carne al fuoco, riempire di steroidi il proprio groove e darci quindi in pasto un disco più opprimente, più grosso, con frequenze ancora più basse dei due già buoni predecessori (tra cui quella bombetta che era “Vænir”, tra l’altro). Insomma, “Rust” prende le redini dei Monolord e ne amplifica i vezzi, le coordinate, ne fa venir fuori trame ancora più marce e suoni ancora più diretti agli stomaci, alza il tiro abbassando la testa, e se le aperture di “Where Death Meets The Sea” o “Dear Lucifer” emergono direttamente dal passato, la title track decide di aprire con un organo che suona così marziale in un brano di un tiro encomiabile, il cui incedere sembra spazzare via tutto e tutti; ne consegue, dunque, una discesa a capofitto in un’ecatombe di giri di chitarra acri eppure morbidi, vellutati, si, ma stridenti come i violini che in “Wormland” vanno prima a sovrapporsi e poi a soppiantare la band; così come le chitarre acustiche che chiudono il lungo e tormentato viaggio di “At Niceae” e che, dopo un terremoto di crescendo e di entrate in scivolata di opprimenti suite di basso distorto e riff pieni di rancore ed elettricità, entrano pavide, si inglobano nel suono, chiudono il disco rimanendo l’ultimo vagito possibile, mentre un che di psichedelico aleggia con convinzione sull’intera suggestione creatasi nel corso degli ultimi cinquantacinque minuti. Non si sono ancora del tutto distaccati da certe radici che li contraddistinguono, i Monolord, ma l’impressione è che un colpo di reni ci sia stato, che una volontà mal sopita della creatura, tra una vibrazione e l’altra, sia pervenuta; forse dovremo aspettare ancora un po’ (davvero poco, a nostro avviso) per gridare al masterpiece, ma intanto godiamoci “Rust”: capolavoro, appunto, probabilmente ancora no, ma tranquillamente tra i dischi dell’anno.

TRACKLIST

  1. Where Death Meets the Sea
  2. Dear Lucifer
  3. Rust
  4. Wormland
  5. Forgotten Lands
  6. At Niceae
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