7.5
- Band: MONOLORD
- Durata: 00:38:55
- Disponibile dal: 29/10/2021
- Etichetta:
- Relapse Records
- Distributore: Audioglobe
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Ci vuole un po’ per entrare in “Your Time To Shine”, ma il risultato francamente ripaga le attenzioni. All’inizio abbiamo accolto il quinto album dei Monolord con un po’ di freddezza; l’evoluzione che ha portato da un pesante ma classico stoner doom fino a un album completo come “No Comfort”, ci è sembrata improvvisamente interrompersi, riposarsi, adagiarsi su se stessa. Una strada durata cinque dischi, dove il pesante riffing degli esordi non ha mai dovuto sacrificare il proprio impatto, bensì ha saputo – e qui sono stati bravi loro – accogliere melodia, atmosfera, afflati progressivi, in un risultato di heavy doom emozionante e di respiro ampio, dove l’essere melodici non implicava per forza essere di facile ascolto.
Ora, dicevamo, di primo acchito “Your Time To Shine” sembrava essersi voluto fermare a ripetere quanto fatto sinora, ma (è in parte) un abbaglio: è un album schivo, parte fioco, con un passaggio statico in apertura, non richiede riflettori, bensì mostra le sue doti migliori proprio quando lo diamo per spacciato, quando lo ignoriamo. Si svela ascolto dopo ascolto, entra dall’ingresso secondario e decide di rimanere. Ci rendiamo conto, ad ogni giro sul lettore, quanto in realtà il punto sia restare all’interno del proprio cammino, sfruttando le doti venutesi a creare, richiamando le forze di tutte le esperienze passate: dall’incedere di “The Weary” che sembra uscita quasi da “Sabbath Bloody Sabbath” ai chiaroscuri di “To Each Their Own”, passando per una classica soluzione con “I’ll Be Damned” di giri rotondi, abbondanti, grassi, che riescono a non dimenticare tuttavia la lezione imparata negli anni e portano anch’essi a soluzioni di grande apertura, dove le armonizzazioni, il cantato etereo, il felice connubio della sezione ritmica creano un tappeto sonoro quasi ipnotico. Le ultime due composizioni dell’album (che consta di cinque brani per un’onesta quarantina di minuti) sono quelle che tornano in maniera più concreta all’evoluzione di cui sopra, riprendendo le soluzioni, questa volta in maniera meno criptica, dei due album precedenti a questo. La titletrack parte trasognante per poi ingrossare un fiume in piena di riff quasi eterei che ben si sposano col cantato e con un incedere pachidermico, e tra interlocuzioni che tornano ai Sabbath più drogati va infine ad adagiarsi sulle note di “The Siren Of Yersinia”, pezzo capace di aprire con arroganza di puro heavy metal per poi riorganizzarsi in arpeggi liquidi e riffoni, per avere di nuovo un respiro più ampio prima di una specie di ritornello che spezza il brano in due verso un gran finale granitico.
Insomma, forse è vero che “Your Time To Shine” decide di giocare carte molto simili al suo predecessore, e rimane in un solco tracciato dai Monolord stessi, ma lo fa non rinunciando ad espandere le proprie visioni, acuendo anzi una melanconia di fondo che diviene sempre più tangibile verso la fine del disco; forse meno stupefacente delle ultime due prove, ma in definitiva un altro ottimo lavoro.
