MOONSPELL – Far From God

Pubblicato il 26/06/2026 da
voto
7.5
  • Band: MOONSPELL
  • Durata: 00:42:22
  • Disponibile dal: 03/07/2026
  • Etichetta:
  • Napalm Records

Istituzione del gothic metal, precursori di queste sonorità negli anni ’90 e quindi autori di molteplici svolte stilistiche nel corso di una lunga e fortunata carriera, i Moonspell in quest’ultima fase storica stanno facendo tutto quello che ci si aspetta da una band ‘matura’ come loro.
Da una parte, sfruttando un trend che non accenna a fermarsi e che ha un suo innegabile successo commerciale, Fernando Ribeiro e compagni hanno più volte omaggiato dal vivo la loro primissima fase di carriera, quella dell’esordio “Wolfheart” e del bestseller “Irreligious”, andando nel frattempo a rileggere sotto una veste sinfonica alcune perle del proprio repertorio, con il live “Opus Diabolicum – The Orchestral Live Show”. Sul fronte discografico, invece, si sono dedicati a un paio di uscite abbastanza atipiche, uscendosene nel 2017 con il rude “1755”, dedicato al devastante terremoto che colpì la natia Lisbona in quell’anno, quindi con il rarefatto “Hermitage”.
Proprio quest’ultimo disco, stretto dalle tempistiche convulse della discografia contemporanea, ‘colpevole’ di un approccio non così immediato e prevedibile, ha ricevuto probabilmente meno celebrazioni di quante ne avrebbe meritate: un’opera soffusa, più ermetica di molte altre del catalogo dei lusitani, scorrevole ma non così orecchiabile e dall’appeal contagioso come poteva essere “Extinct”, oppure un “The Antidote” o “Darkness And Hope”, tanto per richiamare alcuni album dei Moonspell dalle molte hit e abbastanza semplici da mandare a memoria. Una direzione che ha portato a pareri contrastanti da parte della fanbase, mentre la band ha dimostrato di credere davvero in quella sterzata stilistica, immortalando “Hermitage” nella sua interezza in un altro live insolito, “From Down Below – Live 80 Meters Deep”, concerto catturato in una grotta sotterranea posta nel sito naturalistico portoghese Grutas de Mira d’Aire.

Arriviamo quindi ai giorni nostri, per quello che è il quattordicesimo disco in studio della formazione, che fin dalle prime note di “Far From God” pare ribadire di sentirsi assai a proprio agio su sonorità morbide, calde come da tradizione ma lontane da un’irruenza troppo marcata, da strappi terremotanti o qualche incursione in territori estremi, oppure sperimentali. Il conturbante artwork di copertina firmato da uno degli artisti più celebrati dell’iconografia metallica contemporanea, Eliran Kantor, ci suggerisce in ogni caso che le ambientazioni gotiche e romantiche, connaturate all’estro della band, non sono andate affatto in soffitta – ma anzi, sono l’architrave del disco.
I Moonspell del 2026 si possono permettere di suonare del gothic rock/metal privo di grosse sovrastrutture, ambizioni e ardori rivoluzionari, abbandonandosi semplicemente alla forza di melodie avvolgenti, sospiranti e tentatrici.

Al centro, la vocalità da eterno seduttore di Ribeiro, seguite a ruota dalle tastiere fini e vaporose di Pedro Paixão, all’interno di un tessuto strumentale nettamente meno eclettico di quello di “Hermitage”. “Far From God” vive al contrario di brani snelli, dal conturbante fascino notturno, denotando un portamento tipico del caro vecchio gothic rock anni ’80. Un’influenza tra le più manifeste nella musica dei portoghesi, in questo caso ancora più manifesta, come se in questa fase di carriera sentissero il bisogno di rincontrarsi con le proprie radici, gli ascolti di fanciullezza, quindi omaggiarli alla loro maniera.
I primi due singoli – e prime due canzoni della tracklist – dicono tutto dei Moonspell contemporanei: scorrono sui rassicuranti binari di ritmiche ultra-lineari e ridotte all’osso, melodie principali nette e inconfondibili per l’intera durata e combinazioni strofe/ritornello dolcemente incalzanti. Per qualcuno una semplicità troppo esibita, eccessiva per musicisti di questo lignaggio: eppure funzionano, sono canzoni che catturano all’istante e non perdono la loro forza emotiva con l’andar del tempo.
Le chitarre, spesso in arpeggiato, poco propense a ingrossarsi e graffiare, mostrano tutta l’eleganza tipica del gruppo, emanando una luce soffusa ma non appassita, non sfocata; si possono anche abbassare le distorsioni, muoversi calmi e sornioni ed essere lo stesso emozionanti.
Proseguendo nell’ascolto, arriva qualche strappo più concitato, anche se rimane qualcosa di episodico, come isolati growl durante “Biblical”, o alcune impennate umorali nella più articolata “The Great Wolf in the Sky”, subito ricondotte ad ambientazioni più eteree, melliflue, bilanciate da stille di tensione comunicate dalle tastiere di Paixão.

L’alone romantico in persistente diffusione nel disco va al suo picco durante “Your Promise Of Light”, vissuta sui contrasti tra passaggi minimali e quasi ambient, bruschi strattoni irrorati di cupezza e rabbia, incisi melodici ipnotizzanti.
Se “For The Love Of The Mortals” si abbandona a un incedere felpato e depurato di ogni forma di aggressività, puro gothic rock nella sua forma più ovattata, “Our Freedom To Fall” rispolvera qualche scampolo di antica pesantezza, elargendo un paio di accelerazioni che sono merce rara in “Far From God”. “Reconquista”, propendendo anch’essa per qualche ritorno agli ardori di un passato remoto, va invece a creare connessioni con i tempi di “Irreligious”, concatenando riflessioni strumentali enfatiche e momenti grevi e pressanti, con Ribeiro a urlare spiritato.
Non sarà il disco più creativo e immaginifico prodotto dai Moonspell nella loro lunga storia, eppure anche quest’album è lontano dall’ordinarietà, dal riproporre stancamente una formula consolidata negli anni.
Le canzoni ci sono, conquistano attraverso tonalità soffuse e tessiture strumentali ammalianti, senza dover utilizzare chissà quali alchimie. “Far From God” è ‘semplicemente’ un’uscita che sa di Moonspell in ogni singola nota e ci cattura con poche, ma importanti, virtù.

TRACKLIST

  1. Cross Your Heart
  2. Far From God
  3. Biblical
  4. The Great Wolf in the Sky
  5. Your Promise of Light
  6. For the Love of Mortals
  7. Our Freedom to Fall
  8. Reconquista
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