MORBIKON – Lost Within The Astral Crypts

Pubblicato il 21/11/2025 da
voto
7.0
  • Band: MORBIKON
  • Durata: 00:41:31
  • Disponibile dal: 21/11/2025
  • Etichetta:
  • Tankcrimes

Spotify:

Apple Music:

Dopo l’esordio bollato “Ov Mournful Twilight” di tre anni fa, c’era una buona dose di interesse intorno alle vicende dei Morbikon, superguppo con particolare devozione nei confronti delle sonorità melodic death/black degli anni ’90 ed un estro di chiara matrice scandinava.
Guidato dal bassista dei Municipal Waste Phil Hall e dal cantante Mathias ‘Vreth’ Lillmåns (già voce di …and Oceans e Finntroll), il combo internazionale ci aveva offerto nel primo lavoro una particolare miscela dei due generi, garantendo solidità e vivacità nel riprendere con vigore gli elementi distintivi di Dissection e Sacramentum, districandosi in maniera egregia tra blast-beat e stacchi tipicamente black’n’roll – formula sicuramente non così innovativa ma promulgata con mestiere ed arguzia, premiando così il primo tassello del nuovo progetto.

Ecco perché il nuovo “Lost Within The Astral Crypts”, anch’esso promosso dalla Tankcrimes, arriva oggi con le fattezze di un perfetto bivio: presentata l’idea, i Morbikon l’avrebbero sviluppata oppure avrebbero proseguito sulla falsa riga di “Ov Mournful Twilight”? La risposta, come spesso accade, sta nel mezzo: se il richiamo a certe atmosfere tipiche del nero metallo svedese sono pressoché evidenti, la reale evoluzione di questo secondo disco ricade nell’aver scelto quasi totalmente la direzione più estrema del binomio blackened-death, in una chiave più moderna, innescando una scarica ancestrale e rabbiosa che si ripercuote lungo l’intero album.
Aspetto, quest’ultimo, da valutare anche in base al nuovo assetto della line-up: assodata la presenza di Hall e Vreth, in “Lost Within The Astral Crypts” troviamo l’ingresso dei chitarristi Blake Hibberd e Adam Guilliams, un cambio al drumkit con l’entrata in scena di Pierce Williams (Uada) e la collaborazione del cantante Quotidius dietro al microfono. Innesti che hanno sicuramente influito sull’esito finale dell’album, coprendolo in gran parte di sfuriate glaciali, intervallate da goderecce saette più armoniose e melodiche.
Fattori ideali la cui somma è immediatamente rintracciabile nell’opener “Heavens That Burn And Eons Divided” – la migliore del lotto per chi scrive – dove un riff in tremolo picking tiene botta per l’intera durata del brano, ornando di orecchiabilità l’impeto grezzo e crudo da affiancare all’ugola dello stesso Vreth. Soluzione simile nella successiva “Unending Legions Of Ball” in cui le ritmiche si appesantiscono, lasciando alla coppia Hibberd/Guilliams il compito di bilanciare la tensione armonica del pezzo.
La stessa alternanza si scova anche nella luciferina “Flames That Bind And Shadows Cast”: questa volta sono proprio Vreth e Quotidius a giocare con le proprie ‘voci’, accompagnando un episodio che ci riporta direttamente negli anni Novanta.

Tutta funziona come deve essere, ed anche la produzione si conferma più che azzeccata. Vi è tuttavia una certa staticità della proposta che si avverte soprattutto nella seconda parte dell’album, come se tutte le cartucce sparate nei primi quattro brani si manifestassero sotto un’altra veste, senza comunque portare ulteriore enfasi alla causa.
Il riff tonante della pomposa “Sworn To The Beheaded King” non è assolutamente deprecabile, come la stessa “Ghoul Infested Mausoleum” riecheggia grazie alla sua complessità, ma è come se la coralità gelida costruita in precedenza fosse in qualche modo implosa.
Ecco perchè, in conclusione, il debutto dei Morbikon ci aveva convinto maggiormente, proprio per quella sua capacità di abbracciare due generi, mescolandoli a dovere in una proposta più incisiva e quindi più interessante.

TRACKLIST

  1. Heavens That Burn And Eons Divided
  2. Unending Legions Of Ball
  3. Flames That Bind And Shadows Cast
  4. Numeric Portal Ascendency
  5. Sworn To Their Beheaded King
  6. Masters Of Eternal Night
  7. Ghoul Infested Mausoleum
  8. Lost Within The Astral Crypts
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.