7.5
- Band: MORCOLAC
- Durata: 00:38:53
- Disponibile dal: 28/03/2025
- Etichetta:
- Dusktone
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Grazie ad una line-up ormai rodata da diversi anni gli italiani Morcolac con il nuovo “Sanguinaria” arrivano al loro terzo full-length che succede all’ottimo EP “Drawbridge To Citadel Of No More Dawn”. Le atmosfere sul nuovo album sono meno ‘fantasy’ e decisamente più cruente e sanguinolente che in precedenza, ottime per descrivere nuovamente un mondo infestato da vampiri ed altre creature appartenenti al mondo della notte e ad alcune tradizioni folkloristiche europee: si tratta di tematiche care ai Morcolac che di volta in volta vengono presentate sotto una luce diversa, a volte fiabesca e altre volte, invece, in veste maggiormente violenta.
I vaghi accostamenti stilistici che si possono fare sono molteplici e variegati, ed inquadrano grossomodo tutte quelle band e quegli album che hanno sondato le profondità delle tenebre per risvegliare il mondo delle creature non morte che vi dimorano: dai Gehenna degli inizi, agli Ancient, ai Cradle Of Filth della prima parte di carriera, sfiorando la scena folk metal finnica fino d arrivare a quella basca di Elffor e dei Daemonlord, ma ciò che importa è la personalità che dimostra di avere ormai la band nostrana, capace di creare definitivamente un proprio sound distinguibile.
La title-track, messa in apertura, ben rappresenta il contenuto di questo “Sanguinaria”, ovvero un black metal carico di atmosfere, ma al quale non manca la violenza o il carattere; forse in essa si fa un uso un po’ troppo marcato dei synth in stile organo da chiesa, ma il riffing portante è notevole ed il brano è tenuto in piedi da un cantato strepitoso, la cui metrica segue forse un po’ troppo la melodia, ma il risultato è comunque da brividi.
Il riffing spesso melodico delle chitarre non deve far storcere il naso, perchè invece è un’ottima base per creare grandi atmosfere e sinfonie, come nella bellissima “Blacklight Torches From Below”: il punto di forza di questo brano risiede in quel suo tocco old-school che gli attenti ascoltatori potranno riscontrare in numerose release degli anni ‘90 – e non solo, visto che (soltanto) su questa canzone ci sono persino degli echi dei Caladan Brood.
Per gli amanti delle sonorità sopra descritte e per quelli che adorano l’atmospheric black metal, anche questa release dei Morcolac non può essere assolutamente sottovalutata.
Ad ogni modo c’è spazio per migliorare ancora, magari ripartendo proprio dall’intensità dei brani presenti sul precedente EP. Il fatto che questa band presenti ancora dei relativi limiti, paradossalmente, porta i Morcolac in prospettiva futura a poterli trasformare in dei veri e propri punti di forza: infatti queste aree di miglioramento possono essere lavorate con piccoli accorgimenti; ad esempio, su questo “Sanguinaria”, determinati riff in alcuni brani potevano essere maggiormente strutturati senza cedere alla troppo facile melodia, ed anche i synth dal tocco vecchio stile potrebbero essere migliorati a livello di sound e sviluppati maggiormente.
Tutto sommato l’EP dell’anno scorso risulta un po’ più intrigante di questo full-length, pertanto per il futuro ci si aspetta che la band migliori ulteriormente, ma gli manca davvero poco per diventare una formazione capace di emergere su tutto e tutti.
