MORGUE SUPPLIER – Inevitability

Pubblicato il 12/05/2022 da
voto
6.5
  • Band: MORGUE SUPPLIER
  • Durata: 00:38:32
  • Disponibile dal: 13/05/2022
  • Etichetta:
  • Transcending Obscurity

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Ritornano i death-grinder Morgue Supplier, a ben sei anni dall’uscita del loro omonimo secondo full-length: un lavoro ben accolto un po’ ovunque, anche se lontano dal rappresentare chissà quale salto di qualità per il gruppo statunitense, almeno a livello di popolarità. Da allora i ragazzi di Chicago avevano fatto perdere le loro tracce, tanto che ci eravamo quasi dimenticati di loro, almeno fino all’annuncio della firma per Transcending Obscurity e del conseguente arrivo di questo “Inevitability”, terzo album di una carriera che si mantiene su coordinate difficili, certo non adatte a chi nella musica cerca una buona dose di linearità e orecchiabilità. Di nuovo, la proposta dei Morgue Supplier si dimostra antagonista di tutto ciò che ha ordine e conformità: una sorta di espressionismo di asperità sovversiva e indomita ribellione piena di oltranzismo e di dolore nichilista. Restando fedele a quell’indole sperimentale già cara ai Drug Honkey, band principale del cantante/chitarrista Paul Gillis e del bassista Stephen Reichelt, i Nostri partono da basi death metal e grindcore per poi avventurarsi all’interno di lidi sonori sempre più fumosi e claustrofobici. Tra alternanza di riff sghembi, arpeggi, stridori e un lavoro di basso martellante – al quale talvolta si aggiunge un contrabbasso – “Inevitability” trasmette un’idea di esplorazione intensa, nervosa e travagliata, nella quale il concetto di canzone è spesso poco considerato. Rispetto a “Morgue Supplier”, il duo pare aver deciso di osare ulteriormente, allungando la durata media delle composizioni come se in preda a un turbinio di pensieri e a una insistente voglia di evadere. Una personalità a tratti dissacrante e iperbolica che certamente sa farsi notare, ma che in questa occasione perde forse un po’ di impatto ed efficacia nel sui spalmarsi su un minutaggio più consistente del solito, con brani che non sempre riescono a giustificare del tutto il loro perpetuo peregrinare fra stati allucinogeni senza concedere molti appigli fra chorus, melodie o riff più memorizzabili. Si può dire che in questo campo i norvegesi Diskord abbiano fatto meglio con il loro ultimo “Degenerations”, riuscendo a coniugare trasversalità e potenza all’interno di pezzi ben definiti; detto ciò, lo sgargiante potere evocativo e visionario di alcuni contrasti innescati dalla band riesce tutto sommato a trovare un suo perché anche qui, facendo drizzare le orecchie nel suo appassionato omaggio a quell’audacia sperimentale originariamente promossa da padri come Gorguts, Cephalic Carnage e Discordance Axis.

TRACKLIST

  1. Absurd Identity
  2. Closing In
  3. Empty Vacant Shell
  4. Departure (Interlude)
  5. My Path to Hell
  6. Existence Collapsed
  7. Thoughts of Only Darkness
  8. Inevitability (Outro)
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