6.0
- Band: MORS PRINCIPIUM EST
- Durata: 00:38:07
- Disponibile dal: 26/02/2007
- Etichetta:
- Listenable Records
- Distributore: Audioglobe
Dopo “The Unborn”, album che ha riscosso un buon successo, seppure a parere di chi scrive non pienamente giustificabile, i finnici Mors Principium Est tornano sul mercato con un prodotto assolutamente superiore al suo predecessore, seppure, una volta di più, troppo carente sotto il punto di vista della personalità. Con questo “Liberation = Termination” infatti il songwriting si fa più moderno, thrashy e piuttosto groove, senza per questo rinunciare a quella verve melodica tipica dell’area scandinava. Il sound del sestetto, seguendo le tendenze del momento, ricalca quello di act più affermati come ad esempio gli In Flames, quindi largo a ritmiche serratissime, assoli comunque ben eseguiti, taglienti e melodici e ad inserti dal sapore elettronico presenti in “The Animal Within”. Purtroppo dopo tre album i Mors Principium Est non smentiscono la loro indole di follower, dato che per la terza volta (e oramai non può essere un caso) attingono a piene mani da quanto di più in voga al momento, non dimenticandosi d velare il tutto con certe ritmiche core che non guastano mai. Quindi dietro un’abilità tecnica che non va comunque messa in discussione, troviamo una band ancora piuttosto anonima, ma che stavolta perlomeno ci regala un paio di brani davvero di buonissima fattura: la già citata “The Animal Within” e “Cleansing Rain”, con un ottimo lavoro di chitarra che disegna un riffing dal mood piuttosto triste ma estremamente efficace. Per il resto tutto nella normalità, non uno spunto personale, né forse la personalità per uscire dal seminato. A giocare a favore di quest’ultimo album vi è la maggiore asciuttezza delle composizioni, quasi del tutto depurate dal fattore gotico che le appesantiva oltremodo e la durata, di quindici minuti inferiore del suo predecessore, in modo di avere una vision d’insieme maggiormente coesa. “Liberation = Termination” piacerà, eccome se piacerà, ma questo non ci esime dall’esprimere critiche e dubbi al suo riguardo. Ottimisticamente potremo considerare questo lavoro come un nuovo punto i partenza, sperando che nel frattempo la band riesca ad abbinare la perizia tecnica con un’abilità compositiva qui presente solo a piccoli sprazzi.
