7.5
- Band: MORS PRINCIPIUM EST
- Durata: 00:48:20
- Disponibile dal: 23/10/2020
- Etichetta:
- AFM Records
- Distributore: Audioglobe
Melodic death metal: lo stai facendo bene. Con brutale sintesi potremmo così riassumere l’operato dei Mors Principium Est, tra i protagonisti della prima ora della ‘new wave Of Finnish melodic death metal’ d’inizio millennio, anche se dopo i primi tre album la line-up si è espansa oltre confine per poi cristallizzarsi ora intorno allo storico frontman Ville Viljanen e al chitarrista/tastierista Andy Gillion. Come i suoi predecessori, anche “Seven” non brilla per originalità (a partire dal titolo), ma compensa con un ‘more of the same’ di quello che i cittadini onorari di Gothenburg vogliono sentire da un quarto di secolo: niente clean vocals od orpelli elettronici, ma un riffing serratissimo, scream affilati ed un tappeto di tastiere mai così ricco, pur senza mai scadere nel barocchismo fine a se stesso o risultare pleonastico. Un buon esempio di come suonino i MPE 2020 è rappresentato dalla doppietta d’apertura (“A Day for Redemption” e “Lost in a Starless Aeon”), ma per chi scrive l’apice del disco è costituito da “Master of the Dead” (da gustare tutto d’un fiato con la breve strumentale “Reverence”, ottimo preludio nel creare il giusto climax orchestrale) e dalla conclusiva “My Home, My Grave”, anch’essa perfetta sintesi di aggressività, punteggiature melodiche ed arrangiamenti epici. Se gli elementi migliori seguono la classica spina dorsale dei manuali di tattica (portiere – centrocampista – attaccante), il resto della squadra lo potremmo definire composta da onesti gregari, con qualche piccola sorpresa (i cori epici di “March To War”) e nessun elemento fuori posto. In un presente distopico in cui gli In Flames hanno ormai da decenni la carta verde, i Dark Tranquillity sembrano aver invertito il peso specifico di chitarre & tastiere e i Children Of Bodom esistono senza Alexi Laiho, per fortuna ci sono ancora band come i Mors Principium Est a tenere in piedi la bandiera (ormai sempre più biancoazzurra) del melodic death metal D.O.P.
