MORS PRINCIPIUM EST – The Unborn

Pubblicato il 12/05/2005 da
voto
5.0
  • Band: MORS PRINCIPIUM EST
  • Durata: 00:52:37
  • Disponibile dal: 18/04/2005
  • Etichetta: Listenable Records
  • Distributore: Audioglobe

A distanza di un paio d’anni dal precedente “Inhumanity”, ritornano ifinlandesi Mors Principium Est con questo “The Unborn”. La band si eraresa autrice con il precedente lavoro di un death melodicoassolutamente manierista anche se ben eseguito e prodotto e, con lasua nuova fatica, non si discosta più di tanto da quanto già fattoin passato. La base è sempre quel death svedese che tanti consensi staottenendo in tutto il mondo e che ha come alfieri i Dark Tranquillity;infatti, i sei giovani componenti della band si rifanno pedissequamentea quanto la band di Stanne e Sundin ha già fatto (molto meglio,oltretutto) in passato. Cascate di riff chitarristici molto melodici,sezione ritmica serratissima e tappeto di tastiere per rendere piùarioso il lavoro; a tutto ciò va aggiunto un superficiale strato digothic metal che serve solo per mascherare un lavoro come ne escono adecine tutti i mesi. Sin dall’opener “Pure” si può tranquillamenteverificare quanto detto sopra: la canzone è giocata su ritmi veloci,con riff di chitarra melodici, voce gothic femminile, sostituita quasisubito da quella maschile, peraltro piuttosto monocorde nel suoscreaming, tappeto di tastiere sempre presenti, anche se tenutepiuttosto in sottofondo e rallentamento nella parte centrale dellasong: tutti i cliché del genere in una sola traccia. Sulla stessalunghezza d’onda troviamo poi “The Harmony Remains”, “Altered StateConciousness” (con un buon solo malmsteeniano al suo interno) e “TwoSteps Away”. Più votata alla riscoperta dei primi Soilwork risultaessere “Parasites In Paradise”, mentre nella title track sono ancora iDark Tranquillity a fare capolino, in virtù di una traccia piuttostoveloce e complessa, smorzata però da eteree vocals femminili insottofondo. In “Fragile Flesh” le tastiere di Joona Kukkola giocano avoler fare il Warmen della situazione, mancando l’obiettivo. “Pressure”ripesca i Callenish Circle di metà carriera, quelli di “Graceful…YetForbidding” con le loro partiture goticheggianti su base melodic death,mentre la conclusiva “The Glass Womb” altro non è se non una powerballad strumentale assolutamente anonima e banale. Insomma, i MorsPrincipium Est registrano un deciso passo indietro rispettoall’esordio: musica davvero troppo stereotipata e derivativa, capacitàcompositiva davvero scarsa e produzione non pienamente convincenteaffossano l’album. Non basta più contare sull’indubbia abilità tecnicaper sfornare un buon prodotto, soprattutto in un genere inflazionatocome, appunto, lo swedish death. Ultima nota: nella versione digipacksono presenti due bonus track: “No More” e la cover dei Megadeth “BloodOf Heroes”, che non incidono minimamente sul giudizio finale, essendoperfettamente in linea con le precedenti tracce.

TRACKLIST

  1. Pure
  2. The Harmony Remains
  3. Parasites In Paradise
  4. Two Steps Away
  5. Altered State Consciousness
  6. Spirit Conception
  7. The Unborn
  8. Fragile Flesh
  9. Pressure
  10. The Glass Womb
  11. Blood Of Heroes (Bonus Track)
  12. No More (Bonus Track)
1 commento
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