MORTIIS – Ghosts Of Europa

Pubblicato il 22/06/2026 da
voto
8.0
  • Band: MORTIIS
  • Durata: 00:50:21
  • Disponibile dal: 21/06/2026
  • Etichetta:
  • Prophecy Productions

Il nostro elfo preferito Mortiis – l’anagrafe Håvard Ellefsen – non è certo stato con le mani in mano, negli ultimi anni; tuttavia, al netto di ristampe, rivisitazioni e della pubblicazione di materiale d’archivio per una colonna sonora mai realizzata (con “The Unraveling Mind”), era da esattamente un decennio che non pubblicava materiale completamente inedito: era quindi lecito avere una certa curiosità sulla direzione che avrebbe intrapreso.

Come prevedibile, Håvard sceglie nuovamente una distanza totale dalle sue radici metal, proseguendo nella ricerca di un percorso molto personale, che qui spazza via anche i residui elementi industrial a favore di un’atmosfera trasognata e intensa, con ampio ricorso a synth e campionamenti e un’evidente componente synthpop (di una certa classe, va detto).
Sul fatto che a Mortiis sia sempre piaciuto flirtare con sonorità ‘altre’ (con particolare amore per gli anni Ottanta) non c’erano dubbi, ma sicuramente questo disco rappresenta un ulteriore salto in avanti: più Ulver e Duran Duran che Apoptygma Berzerk o Covenant, tanto per citare qualche band a cui il nostro ha strizzato gli occhi in passato.
A sottolineare la stratificazione, anche gli ospiti sono tanti e di rilievo; come ci ha candidamente ammesso in fase di intervista – presto su queste pagine –, semplicemente “è successo”: chiacchiere e manifestazioni di stima scambiate negli anni hanno portato il buon Håvard a contattare musicisti che si sono poi trovati ben felici di contribuire a i suoi pezzi. Oltre a quelli che citeremo più avanti in relazione ai brani, spiccano l’amico Christopher Amott, che dona un assolo molto misurato su “Tribes Of Dystopia”, e Thorsten Quaeschning, nuovo leader dei Tangerine Dream dopo la scomparsa dei membri storici – sicuramente un nome di pregio se ci si confronta con certe sonorità.
Il nome da mettere sugli scudi è quello di Christopher Rakkestad (voce negli Elvarhøi e bassista dei Bolverk, band da cui viene ospitato anche il ‘titolare’ Thomas)  che canta sui primi sei brani con una prestazione notevole e versatile; a seguire, l’eccellente supporto dei gorgheggi e delle diafane linee vocali di Iliana Tsakiraki (già collaboratrice dei Septicflesh, tra le altre band), Laurie Ann Haus e della sempreverde Sarah Jezebel Deva. Una stratificazione lirica che dilata e trasforma le atmosfere in continuazione ed è tra gli elementi più godibili e intensi del disco.
Dopo l’avvio insieme elegiaco e maestoso della title-track, il disco si muove a cavallo di tutta quella scena da festival ‘goth’ che Mortiis ha già saputo soddisfare in passato, cercando di non replicare mai banalmente le idee. C’è l’intensità dark di “The Faith That Fades Away”, contrapposta senza soluzione di continuità dalla base elettronica e dalle voci filtrate di “Violent Silence”, mentre il singolo “Tundra, Heart Of Hell” sarebbe potuto essere un tormentone negli anni Ottanta, con il suo riuscitissimo mix tra Sisters of Mercy e i Soft Cell: un brano avvolgente e sensuale, con un ritornello capace di entrare subito in testa.
Molto interessante la già citata “Tribes Of Dystopia”, un episodio che unisce pulsioni dark e un afflato folk, accresciuto dal throat singing di Matthew Setzer – il folle chitarrista di Skinny Puppy e London After Midnight – e dai vocalizzi astratti della già citata Haus.
La chiusura del disco è affidata a “Farewell Romero”: un brano più intimista, comunque di grande potenza, in cui i synth si inseguono e si sovrappongono in un midtempo decisamente evocativo.

Se avete letto queste righe, molto probabilmente non ricercate nelle nuove uscite di Mortiis nulla del suo passato più remoto ed estremo – un mondo a cui guarda solo con un sorriso da tempo, offrendo qualche comparsata a concerti selezionati degli Emperor – di cui fu membro fondatore ed esule ancor prima del primo full-length – per pura amicizia e divertimento.
Il suo vero obiettivo è spostare sempre più in là l’asticella della sua ricerca musicale, e anche se ci è toccato aspettare due lustri per sentire questi brani, ne è valsa davvero la pena.

TRACKLIST

  1. Ghosts Of Europa
  2. Return To The Old Fields
  3. The Faith That Fades Away
  4. Violent Silence
  5. Transcending Morpheus
  6. Tundra, Heart Of Hell
  7. Tribes Of Dystopia (Edit)
  8. Farewell Romero
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.