MOTÖRHEAD – Orgasmatron

Pubblicato il 14/08/1986 da
voto
9.0
  • Band: MOTORHEAD
  • Durata: 00:35:33
  • Disponibile dal: 09/08/1986
  • Etichetta: GWR Records
  • Distributore:

Ultimato il tour promozionale di “Another Perfect Day” nel mese di dicembre del 1983, il chitarrista Brian Robertson decide opportunamente di abbandonare la nave in balia di una brutta tempesta. Il suo elaborato stile chitarristico, affiancato ad un’immagine orientata al nascente movimento ‘glam metal’ d’oltreoceano, hanno lasciato l’amaro in bocca ad una consistente fetta dell’esigente fanbase dei Motörhead. Non ci si poteva aspettare dunque alcuna soluzione alternativa allo split, considerando in primis il suo netto rifiuto nell’eseguire dal vivo alcuni classici di repertorio come “Bomber” e “Ace Of Spades”. Inizia così un periodo storico turbolento per Lemmy e Phil, loro malgrado costretti ad inaugurare le audizioni per reclutare un nuovo chitarrista in grado di trasmettere serenità ed entusiasmo, ad un gruppo sull’orlo di una crisi di nervi. La scelta finale ricade su ben due musicisti fino ad allora lontani anni luce dalle dorate luci del music business: Phil Campbell dei Persian Risk e lo sconosciuto Michael ‘Würzel’ Burston. Ma anche questa line up non è destinata a durare nel tempo, in quanto lo scatenato batterista getta improvvisamente la spugna, lasciando la sorte della band nelle mani del solo Lemmy. Al suo posto viene reclutato l’esperto Pete Gill, con un illustre passato nei Saxon. Con una formazione nuova di zecca, i Nostri rilasciano quattro inediti contenuti nella compilation “No Remorse”, ultima opera pubblicata per la Bronze Records. Tra le nuove composizioni spiccano la devastante “Locomotive” e la gagliarda “Killed By Death”, quest’ultima promossa da un video tanto iconico quanto esilarante. Recisi i rapporti con la storica etichetta britannica, i Motörhead firmano un contratto con la più piccola GWR Records, mediante la quale rilasciano nel 1986 l’eccelso “Orgasmatron”. Prodotto da Bill Laswell con la collaborazione di Jason Corsaro, il nuovo capitolo in studio contiene nove episodi caratterizzati da un impasto sonoro spesso, denso e catramoso. La strepitosa copertina, disegnata da un ispiratissimo Joe Petagno, prelude alla riconquista del trono da parte di un gruppo desideroso come non mai di riscattarsi. La sferragliante sincope dettata dal rullante riverberato della singhiozzante “Deaf Forever” inaugura il nuovo corso con un gigantesco punto esclamativo, così come il devastante poker d’assi composto dalle velocissime “Nothing Up My Sleeve”, “Claw”, “Mean Machine” e “Ridin’ With The Driver” duella alla pari con gli astri nascenti del thrash metal. Al contempo, trovano il giusto spazio anche un paio di anthem squisitamente orecchiabili come “Built For Speed” e “Doctor Rock”, entrambi contraddistinti da un ritornello incisivo e decisamente accattivante. Ma il pinnacolo artistico viene liricamente toccato dalla title track, inarrestabile locomotiva al titanio punteggiata da lievi ma significative melodie chitarristiche, meritevoli di conferire un acre gusto apocalittico alla marcia finale. L’inclusione nel bill del prestigioso Festival di Donnington sancisce un nuovo inizio per una compagine che, di lì a poco, compirà la scelta azzardata di ritornare alle radici con risultati meno entusiasmanti e con una squadra (in parte) nuovamente rinnovata.

TRACKLIST

  1. Deaf Forever
  2. Nothing Up My Sleeve
  3. Ain't My Crime
  4. Claw
  5. Mean Machine
  6. Built For Speed
  7. Ridin' With The Driver
  8. Doctor Rock
  9. Orgasmatron
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