6.5
- Band: MOTORHEAD
- Durata: 00:33:57
- Disponibile dal: 05/09/1987
- Etichetta:
- GWR Records
All’alba del 1987, Lemmy ottiene una piccola parte nel lungometraggio “Mangia Il Ricco”, simpatica commedia diretta da Peter Richardson che si rivela un’inaspettata opportunità per i Motörhead di acquisire una più ampia visibilità mediatica. La novità più rilevante viene però determinata dal ritorno del figliol prodigo Phil Taylor, batterista tecnicamente meno dotato del dimissionario Pete Gill, ma perfettamente in linea con il ritorno alle origini ideato da una cocciuta compagine desiderosa di riconquistare definitivamente il trono perduto. Prodotto da Guy Bidmead, celebre per aver collaborato con alcune icone sacre del calibro di Jon Lord, Cozy Powell e Bernie Marsden, “Rock’N’Roll” è un album che già dal titolo mette in chiaro la volontà dei quattro protagonisti di smarcarsi dalla svolta metal intrapresa nel precedente ed entusiasmante “Orgasmatron”. Gran parte degli episodi contenuti nell’opera sono avvolti da una coltre sonora grezza e ruspante, scelta artistica che rimanda inevitabilmente a quanto udito nel celebre “Bomber”, ma con un’ispirazione nel complesso decisamente più contenuta. Brani come le ruvide “Blackheart” e “The Wolf”, nonché la schietta “Traitor”, scorrono via senza offrire grossi sussulti, così come l’urgente “Boogeyman” appare come un sincero, ma tutto sommato superfluo, tributo a Chuck Berry. L’urticante title track snocciola autentiche perle di saggezza con irriverente fervore, mentre la rocciosa “Dogs” viene esaltata da un groove spaccaossa. Trova spazio anche un piccolo soliloquio curato dal comico dei Monty Python, Michael Palin, in coda alla divertente “Stone Deaf In The USA”. Il tentativo perentorio di conquistare le frequenze medie americane ottiene un discreto successo per merito del frizzante anthem “Eat The Rich”. Tale mossa consente loro di conquistare la posizione numero centocinquanta di Billboard, la più alta mai toccata sino ad allora negli States, proiettando la band in un fruttuoso tour in compagnia degli Overkill. Il successivo live album “Nö Sleep At All” accompagnerà i quattro protagonisti al tramonto degli anni Ottanta, per poi firmare un insperato contratto con una major.
