MOTÖRHEAD – Snake Bite Love

Pubblicato il 14/03/1998 da
voto
7.5
  • Band: MOTORHEAD
  • Durata: 00:44:47
  • Disponibile dal: 03/03/1998
  • Etichetta: Steamhammer Records
  • Distributore: Audioglobe

In carriere sterminate come quelle dei Motörhead, ci sono alcuni dischi che vengono inghiottiti dai capisaldi al loro fianco e finiscono per assumere una nomea, se non negativa, almeno distorta al ribasso rispetto a quello che è il loro effettivo valore. Si finisce così per sottovalutare senza ragione alcuna album che magari non avranno le stimmate dei capolavori immortali, ma che una volta riascoltati senza pregiudizio e liberi da preconcetti creati da articoli faziosi e superficiali a riguardo, emergono con ben altra, vincente, personalità. Il discorso calza pienamente a “Snake Bite Love”, opera che, se andate a leggere qualsiasi classifica di merito e analisi della discografia di Lemmy e compagni, risulta sempre relegata nei bassifondi, quasi dimenticata, se non oltraggiata, considerata una minuzia nel grande affresco rock del terzetto inglese. Vero, su undici brani non tutti sono classici imperdibili, eppure ci sarebbero molti buoni motivi per ridare una chance a “Snake Bite Love”, scoprendo che tanto male proprio non è. Non lo è, paradossalmente, proprio in virtù di alcuni tratti salienti che all’epoca devono aver fatto storcere il naso a più di un fan e ne hanno poi decretato, ai posteri, il giudizio freddino che gli è stato dato. Infatti, il disco uscito nel ’98 ha uno dei sound più leggeri di sempre fra gli album targati Motörhead, il clima generale è meno frastornante, più scanzonato, a quanto pare il rocker per antonomasia in quel frangente della sua vita andava a caccia delle emozioni del rock’n’roll della giovinezza, smorzato nella distorsione e nei volumi e infuso nel blues. Quindi sia le scelte di produzione che la scrittura volgono lo sguardo a un hard rock di minore irruenza, dove i ‘rolleggiamenti’ hanno la meglio sull’aggressività a tutto tondo che aveva segnato capitoli vicini nel tempo quali “Sacrifice” e “Bastards”, anche se qualche episodio più muscolare e massiccio non manca affatto, anzi! Ce ne accorgiamo già dalla convincente opener “Love For Sale” che vi è un clima particolare nel disco, il riff portante ha un’orecchiabilità ammiccante e ci immaginiamo Lemmy sogghignare mentre intona il divertente ritornello. I toni si appesantiscono con “Dogs Of War”, sezioni pestate in profondità si alternano ad aperture lievemente più pacate, la voce ci arriva addosso bella impastata, grassa, un po’ fangosa. Il pezzo è semplice, ripete ciclicamente le stesse fasi, però queste funzionano tutte benissimo! In poche parole, già con l’accoppiata iniziale l’impressione che questo “Snake Bite Love” abbia tanto da offrire è proprio forte. La title track avvalora quest’idea, la band alza le cadenze e si porta sui lidi quasi ‘ballabili’ (aggettivo da prendere con le pinze, eh!) del rock anni ’50-’60. Arriviamo presto al culmine di “Snake Bite Love” con quella che è in pratica “Sacrifice pt.2”: “Assassin” è in balia del clinic di batteria di Mikkey Dee, l’atmosfera è maledettamente fosca, dannata, riecheggiando in pieno l’infernale copertina. Strepitosa la prova vocale del mastermind, una di quelle occasioni dove ci sorprende con momenti strascicati, malevoli all’ennesima potenza, squarciati nel refrain da una catarrosità che, a volerla replicare, si sfora immancabilmente nel growl, senza rendere giustizia a vocalizzi che difficilmente sentiremo ripetere da qualcun altro in futuro. Possiamo poi dire che “Take The Blame” è in pratica un thrash anthem coi contro attributi, gestito alla maniera dei Motörhead, contornato da uno spaccato tastieristico nel mezzo tipicamente prog rock? Diciamolo tranquillante, anche qua c’è classe da vendere. A metà strada, è tempo di ballad: “Dead And Gone” vede Lemmy misurarsi con quella sua riflessività ad ampio spettro, in questo caso sulla morte e l’amicizia, che una volta innescata poteva soltanto portare a risultati meravigliosi. Fra l’elettrico e l’acustico, questa è un’altra perla meritevole di essere riesumata ed amata, incondizionatamente. La notte chiama l’animale da party e il nostro eroe si presenta puntuale all’appuntamento, “Night Side” spinge forte sull’acceleratore e romba nel chorus forte della potenza di mille Harley. Il bluesman torna a far danni in “Don’t Lie To Me”, più ordinaria ma sempre un gran bel sentire, segnata inoltre da un magistrale assolo di Phil Campbell. L’allungato e un po’ pigro dialogo di chitarra di “Joy Of Labour” porta il discorso verso un raffinato southern blues d’annata, infine tagliamo il traguardo sotto i colpi del rock’n’roll a volumi da arresto di “Desperate For You” e “Better Off Dead”, degna chiusura di un album assolutamente da risentire. Se l’avete sempre trascurato, ne avete un ricordo indistinto, se vi hanno sempre detto che non ne vale la pena… be’, fatevi un grosso favore e rimettete “Snake Bite Love” sullo stereo di casa o in macchina. Stupefazione e soddisfazione garantiti!

TRACKLIST

  1. Love for Sale
  2. Dogs of War
  3. Snake Bite Love
  4. Assassin
  5. Take the Blame
  6. Dead and Gone
  7. Night Side
  8. Don't Lie to Me
  9. Joy of Labour
  10. Desperate for You
  11. Better Off Dead
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