MOURNING BELOVETH – Formless

Pubblicato il 12/02/2013 da
voto
7.5
  • Band: MOURNING BELOVETH
  • Durata: 01:21:27
  • Disponibile dal: 22/01/2013
  • Etichetta:
  • Grau Records

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I Mourning Beloveth sono la classica band che persevera nelle proprie scelte infischiandosene di mode e tendenze effimere. Arrivati ad un passo dal successo con i primi lavori, gli irlandesi con gli ultimi album erano finiti un po’ nel dimenticatoio – nonostante il livello della loro proposta sia sempre rimasto più che buono. Sono dovuti passare più di cinque anni dall’uscita di “A Disease For The Ages” e nel frattempo la band ha reclutato un nuovo chitarrista nella figura di Pauric Gallagher, entrato al posto del membro fondatore Brian Delaney. Il nuovo “Formless” si presenta sotto forma di doppio CD formato da sei brani, quasi tutti piuttosto lunghi. Se è vero che da sempre i primi Anathema ed i My Dying Bride sono tra i punti di riferimento principali dei ragazzi, è altrettanto vero che ormai i Nostri sono divenuti dei songwriter talmente abili che riescono quasi sempre ad essere personali ed ispirati, pur senza nascondere le proprie radici. In sostanza la band ci propone un doom con influenze gotiche che però non trae le proprie scaturigini dai plumbei paesaggi albionici ma piuttosto dalla solenne malinconia dell’Irlanda centrale; al senso di tristezza e di decadente grandeur dei My Dying Bride, i Mourning Beloveth preferiscono un approccio più rarefatto ed impalpabile, che raggiunge la propria vetta artistica in “Transmissions”, quasi quindici minuti di doom metal suonato solamente con strumenti acustici. Tireremmo addirittura in ballo Chelsea Wolfe se non fosse che la cantautrice si abbevera direttamente alla fonte del folk statunitense, cosa che qui invece è nettamente minoritaria e – ovviamente – riproposta in salsa Irish. Il brano comunque è straordinario, soprattutto quando esplode appieno tutto il pathos emozionale e Damien Moore entra con la propria voce prepotente a doppiare l’ottimo lavoro di Frank Brennan e Pauric Gallagher alle sei corde. Gli altri due highlight clamorosi di “Formless” sono “Ethics On The Precipe”, doom death atipico, molto muscolare ma al tempo stesso decisamente cesellato, che – con i dovuti distinguo – può rappresentare la versione doomy dei conterranei Primordial, stante anche la mole di epicità sprigionata. La breve “Old Rope” è invece un ottimo esempio di doom cupissimo e violentato dagli orcheschi vocalizzi di Moore. Più canoniche ed affini al catalogo della Sposa Morente risultano “Theories Of Old Bones” e “Dead Channel”, mentre “Nothing Has A Centre” arriva a lambire territori funeral che amplificano la sacralità del brano. La formula del quintetto irlandese non cambia molto rispetto al passato, anche se bisogna dire che questo “Formless” è uno dei loro lavori più personali ed ispirati. L’ingresso di Gallagher in formazione non ha spostato gli equilibri a livello compositivo; il quintetto è giunto alla piena maturità artistica forte di una stabilità che dura ormai da quasi quattro anni. Complimenti quindi ai Mourning Beloveth, che riescono a piazzare una zampata importante in un momento nel quale un po’ tutti li davano per morti.

TRACKLIST

  1. Theories Of Old Bones
  2. Ethics On The Precipice
  3. Old Rope
  4. Dead Channel
  5. Nothing Has A Centre
  6. Transmissions
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