MOUTH OF MADNESS – Event Horizon

Pubblicato il 16/07/2025 da
voto
6.5
  • Band: MOUTH OF MADNESS
  • Durata: 00:35:54
  • Disponibile dal: 16/07/2025
  • Etichetta:
  • Darkness Shall Rise Productions

A distanza di dodici anni dalla loro formazione, è tempo per i Mouth of Madness di arrivare al disco di debutto. La band tedesca non è nota per essere particolarmente prolifica: dal 2013 ad oggi è riuscita a produrre solo un EP, per Iron Bonehead Productions nel 2016 (per altro edito solo in cassetta, con tiratura limitata a trecento copie).
Ai tempi questo duo si era presentato come una formazione black/death che poteva ricordare gli Absu del debutto, “Barathrum V.I.T.R.I.O.L” ma anche diverse band tipiche della scena mediterranea degli anni ’90 (come ad esempio Zemial o Agatus), con un risultato tutto sommato buono.
Per questo “Event Horizon” i nostri non hanno granché cambiato la formula del proprio sound: la loro proposta musicale nel tempo si è leggermente evoluta, inserendo qualche elemento che potrebbe anche ricordare i passaggi meno sperimentali (cioè quelli più metal) di altre band tedesche, come ad esempio i Venenum.
Notiamo però alcune differenze dal punto di vista della produzione: rispetto a quella cassetta, qui le chitarre sono molto più chiare e pulite e la voce ha perso tutto il riverbero che c’era in precedenza. Il risultato è sicuramente prodotto molto meglio, però appare anche molto più piatto, e non rende giustizia soprattutto alla voce di Florian Exner (che così secca non è brutta, anzi, ma regge un po’ meno il confronto con quanto fatto in precedenza).
Il brano che rende meglio in questo lavoro è “Fireborn”, col suo incedere epico e un riff facilmente memorizzabile. In generale il materiale presente in questo disco è discreto: il gruppo dimostra di avere un’idea chiara del sound da proporre, ci sono diversi riff che isolati sono molto buoni, ma nella sua interezza i brani non sono particolarmente memorabili.
Ci sono anche tre tracce ambient, “Transhimala+” parte 1, 2 e 3, eseguite da un membro fondatore non specificato dei leggendari Popol Vuh (uno dei più grandi gruppi tedeschi degli anni ’70, che molti magari si ricordano per le splendide colonne sonore di “Aguirre Furore di Dio” o “Nosferatu”, entrambi di Werner Herzog), anche se dobbiamo dire che fa un po’ strano leggere questo nome e non menzionare la persona coinvolta. L’idea di aggiungere degli intermezzi strumentali (o meglio, un’intro, una composizione a metà album e una alla fine) è spesso molto utile per spezzare la carica estrema e creare un po’ più di atmosfera, ma in questo caso questi tre pezzi non si sposano molto bene col resto del disco (anche se presi singolarmente sono di buona qualità).
Nel suo complesso, “Event Horizon” si rivela un disco di buona fattura, anche se, per assurdo, è uno di quei pochi casi in cui l’optare per una resa sonora migliore in parte penalizza il risultato finale. Vi consigliamo quindi di recuperare piuttosto l’EP omonimo citato ad inizio recensione: anch’esso non memorabile nel songwriting, ma con un sound nel complesso più incisivo.

TRACKLIST

  1. Transhimalaja+ Part I
  2. Sex and Thanatos
  3. Year of the Dog
  4. At the Heart of the Unknown
  5. Worms
  6. Transhimalaja+ Part II
  7. Fireborn
  8. Masaan
  9. Transhimalaja+ Part III
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