MUDVAYNE – The End Of All Things To Come

Pubblicato il 20/12/2002 da
voto
8
  • Band: MUDVAYNE
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2002
  • Etichetta:
  • Distributore:

Ci sono band che si truccano, si mettono maschere, solo per creare attorno a sé un alone di mistero, quell’incertezza necessaria a passare sopra la musica e vendere di un album solo l’impatto visivo. Ci sono, poi, band che non si mostrano perché lasciano che sia la loro musica e i loro testi a parlare, ragion per cui il trucco serve solo a nascondere la parte che di solito conta di meno, il volto, e a lasciar trasudare l’anima della band. Dopo quasi due anni da quel capolavoro che fu “L.D. 50”, intramezzando con l’uscita della rimasterizzazione del primo album con alcune aggiunte (“The Beginning Of All Thing To End”), ecco a noi “The End Of All Things To Come”, un album che si presenta al primo ascolto evidentemente ripulito da tutto quello che poteva facilmente assimilare la band al filone nu-metal. Scordate immediatamente, quindi, il “nervosismo” che permeava il precedente lavoro dei nostri: qui a suonare malato non è il concept, ma l’intera struttura delle canzoni. Non ci sono cambi improvvisi, nessun salto di ritmo, no… qui è tutta la struttura-canzone ad essere malata, a partire dai cori, in certi frangenti ripetitivi fino a divenire fastidiosi, fino ai riff opprimenti ma mai eccessivamente pesanti – ovviamente il tutto condito nel mezzo da parti melodiche che riportano ad una calma irreale il gioco che i quattro guidano in maniera magistrale. La contropartita di tutto questo è forse il fatto che in tutto l’album si riconoscono le canzoni su cui punterà la band per promuoversi, ovvero “Not Falling”, singolo già edito al momento della stesura di questa recensione, e “Silenced” e “World So Cold”, che sono le più indicate a seguirla. Un album davvero bello, in definitiva. Forse, l’unica cosa che avrebbe potuto dare una spinta in più alla band sarebbe stata una maggiore ricerca intimistica… per il resto questo disco è un prodotto sublime che, secondo la mia personale opinione, si piazza tra i primissimi posti della top ten di fine anno.

Per chi è disposto a sborsare alcuni euro in più, inoltre, c’è la versione dell’album in digipac comprensiva di un DVD con alcune interviste, foto, riprese varie della band al lavoro in studio e durante i momenti di svago, più due song che inedite che credo sia meglio non siano finite sul CD.

TRACKLIST

  1. Silenced
  2. Trapped in the Wake of a Dream
  3. Not Falling
  4. (Per) Version of a Truth
  5. Mercy, Severity
  6. A World So Cold
  7. The Patient Mental
  8. Skrying
  9. Solve Et Coagula
  10. Shadow of a Man
  11. 12:97:24:99
  12. The End of All Things to Come
  13. A Key to Nothing
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