MUSE – Will Of The People

Pubblicato il 07/09/2022 da
voto
8.0
  • Band: MUSE
  • Durata: 00:37:39
  • Disponibile dal: 26/08/2022
  • Etichetta:
  • Warner Bros

Spotify:

Apple Music:

Tra gli eventi discografici del 2022, il nuovo album dei Muse non può che essere annoverato tra le uscite clou, uno di quei casi in cui si può giustamente parlare di disco ‘atteso’. Oddio, per come funziona la fruizione della musica oggigiorno, l’attesa andrebbe circoscritta a una fascia ristretta di appassionati, sicuramente inferiore a quella delle audience sterminate che il terzetto inglese già da molti anni sa raccogliere nei suoi tour. Al fine di volersi riappropriare di una dimensione più intima e per loro ormai desueta, Matt Bellamy, Christopher Wolstenholme e Dominic Howard hanno voluto organizzare una serie limitata di date in alcuni club e teatri americani ed europei, sette in tutto per l’autunno imminente, tra le quali va ovviamente citata quella dell’Alcatraz di Milano il prossimo 26 ottobre. Ed è forse anche con questa idea, quella di offrire una musica meno costruita e sperimentale rispetto all’elettronica dirompente di “Simulation Theory”, ad aver portato ai contenuti del nuovo nato “Will Of The People”. Più stringato dei precedenti quanto a durata, tiene un attimo a freno le conturbanti sperimentazioni che puntualmente la band ha saputo proporre, miscelando orecchiabilità, istrionismo, arrangiamenti barocchi, eccessi melodici, divagazioni kitsch e quant’altro.
Non ravvisiamo immediate similitudini con altri album della discografia, mentre è facile riscontrare il marchio ‘Muse’ in qualsiasi idea messa in campo, perché in qualche modo, che si tratti dei pezzi più diretti e ritmati, o di quelli più languidi e soffici, qualche richiamo ad altre cose già note lo si può cogliere, anche se il riferimento non è per forza lampante o colmo di fastidioso déjà-vu. Quello di “Will Of The People” è un suono più gonfio e diretto di quello di “Simulation Theory”, recupera un taglio rock finito in (parziale) retroguardia nel recente passato, e condensa in effetti alcuni stilemi tipici degli inglesi senza chiedere di assimilare nuove tendenze, o dover impegnarsi in perigliose interpretazioni. La titletrack, uno dei quattro singoli che hanno preceduto la release-date, richiama dichiaratamente l’avvio di “Beautiful People” di Marylin Manson, con un taglio più divertito e leggero, anche se la carica di eccesso e un tono sarcastico emergono anche da questa folgorante opener. Chiassosa, sovraccarica nei toni, con un suono heavy e rilucente, un passo da marcetta, tinte glam tecnologiche e un costante mood sardonico, la titletrack chiama e ottiene divertimento istantaneo; ci sovrasta con la sua ossessività, lasciandoci inermi. Ed è ancora più invasiva “Compliance” con le sue vistose tastiere elettropop, per alcuni versi rilassante e lounge, tentatrice, la calma vocalità di Bellamy ad avvolgerci con fare seduttivo e appiccicoso. L’elettronica c’è eccome, questa volta si alterna o avvinghia a chitarre incombenti e ingrossate a volumi persino arroganti, come quelli di “Won’t Stand Down”, che parte fintamente tranquilla e trasmigra gradatamente a un’altra dimensione, con un camaleontismo tipico dei Muse.
Molto gradevole il pianoforte al centro della scena in “Ghosts (How Can I Move On)”, un lento strappalacrime, concentrato di nostalgico sentimentalismo maneggiato con furba accuratezza dalla voce di Bellamy. Si gioca volentieri coi generi e le diavolerie che ogni strumento concede; il gotico-elettronico di “You Make Me Feel Like Halloween” è una cafonata clamorosa, ed è bella così, divertente, irriverente, una giostra sfrenata dalla quale una volta saliti non si vuole più scendere. Il bombardamento di chitarroni heavy filtrati di industrial di “Kill Or Be Killed” a sua volta non lascia scampo, nutrendoci di beato relax come di aggressione tecnologica. Che gli volete dire ai Muse, quando fanno così? Niente, solo farsi trascinare in questa specie di valzer dell’assurdo. “Verona” e i suoi ondulanti tappeti di synth esprimono al meglio il dualismo tra romanticismo e ricercatezza dei Muse, un lento tracimante di cuoricini, a sua volta elegantemente maestoso e intenso nella sua progressione strumentale ed emotiva. Accoppiata finale, infine, all’insegna di un ballo sfrenato sull’orlo della fine del mondo. “Euphoria” è il rock’n’roll del 3000, ad ampio spettro, stratificato, tiratissimo e scanzonato, nonostante l’apocalisse incombente; “We Are Fucking Fucked” è la presa di coscienza dell’ineluttabile, a quel punto vale la pena scatenarsi con le energie rimaste, passando da un incipit vagamente country/digitale a un ritornello epico e pomposo. La produzione è scintillante, dettagliata ed equilibrata per far risaltare tutte le qualità del gruppo e la miriade di suoni contenuti da “Will Of The People”: si prega di alzare il volume e farlo detonare al massimo, spegnendo se possibile il rumore di fondo di social, siti di notizie e telegiornali.

 

TRACKLIST

  1. Will Of The People
  2. Compliance
  3. Liberation
  4. Won't Stand Down
  5. Ghosts (How Can I Move On)
  6. You Make Me Feel Like It’s Halloween
  7. Kill Or Be Killed
  8. Verona
  9. Euphoria
  10. We Are Fucking Fucked
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.