MUSMAHHU – Reign of the Odious

Pubblicato il 08/01/2019 da
voto
8.0
  • Band: MUSMAHHU
  • Durata: 00:42:51
  • Disponibile dal: 18/01/19
  • Etichetta: Iron Bonehead Prod.
  • Distributore:

Tale Swartadauþuz è una di quelle anime inquiete in cui non è difficile imbattersi battendo l’underground extreme metal. Un musicista schivo ma assai prolifico, coinvolto in numerosi progetti nei quali spesso è il solo protagonista o comunque il motore principale. Dopo aver effettuato escursioni in numerosi territori musicali nell’universo black metal con, fra gli altri, Bekëth Nexëhmü, Azelisassath, Urkaos, Trolldom e Mystik, il polistrumentista e cantante svedese rilascia ora il primo full-length del progetto Musmahuu, un’altra corrosiva creatura che si pone l’obiettivo di percorrere il confine tra black e death metal, in un un viaggio acido che ripercorre le lezioni di vecchie glorie come Dark Funeral e Sacramentum con i tremolii abissali, le evocazioni lisergiche e le progressioni gloriose di realtà più attuali come Sulphur Aeon e Vanhelgd, insieme ad una fisicità che talvolta rimanda ai cari vecchi Behemoth nel loro periodo a cavallo fra underground black e notorietà death, fra i tardi anni Novanta e i primissimi Duemila.
La sensazione, sin da subito, è che dalla presa di questa musica mesmerica, cupa ed ossessiva non ci libereremo facilmente. “Reign of the Odius” ha una durata azzeccatissima di quaranta minuti e ad ogni ascolto si conferma davvero una grande sorpresa. Swartadauþuz sa tessere trame tanto aggressive quanto evocative, che suonano sia oscure, sia incredibilmente ritmiche. La proposta a tratti riporta sicuramente ai sentori più ineffabili di certo swedish black metal di una ventina di anni fa, ma sono tante le parentesi che risentono del death-black deformato da inflessioni di spiritualità e di rintocchi lovecraftiani caro alle succitate formazioni contemporanee. Prevale un senso di soprannaturale inquietante nella criptica “Apocalyptic Brigade of Forbidden”, la traccia di apertura, ma nella successiva “Musmahhu, Rise”, nell’intermezzo “Burning Winds of Purgatory (Mellanspel)” e nella conclusiva “Thirsting for Life’s Terminus” si respira una sorta di epicità allucinata, inframezzata da squarci di melodia molto accattivanti.
Swartadauþuz gioca con la suspence e con immaginari crepuscolari, onirici, torbidi, calcando talvolta la mano su un senso di sospensione che spesso si rivela ottimo punto di partenza per delle sfuriate implacabili.
Il compositore scandinavo ha senza dubbio studiato a fondo la materia black e death perchè ogni accostamento ha una sua logica e ogni allusione si dimostra perfettamente calibrata. La cosa importante, tuttavia, è che quanto offerto su “Reign…” è capace sempre di mettere a fuoco una precisa volontà e personalità musicale. Probabilmente siamo già al cospetto di uno dei dischi del 2019.

TRACKLIST

  1. Apocalyptic Brigade of Forbidden
  2. Musmahhu, Rise
  3. Slaughter of the Seraphim
  4. Burning Winds of Purgatory (Mellanspel)
  5. Reign of the Odious
  6. Spectral Congregation of Anguish
  7. Thirsting for Life's Terminus
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