MUSTASCH – Sounds Like Hell, Looks Like Heaven

Pubblicato il 30/10/2012 da
voto
7.5
  • Band: MUSTASCH
  • Durata: 00:35:19
  • Disponibile dal: 26/10/2012
  • Etichetta: Eat Music
  • Distributore: Rough Trade Distribution

Sono molte le band che si potrebbero aggiudicare lo status di band di culto nella penisola scandinava, e i Mustasch rientrano a pieno titolo in questa sezione. Dopo sette album, qualche Grammy svedese, grandi hit (“Double Nature” per citarne una), vita da tour, decine di migliaia di fan sulla rete, il buon vecchio Ralf Gyllenhammar avrebbe potuto mettersi comodo e godersi i frutti del proprio lavoro: una veranda, qualche birra e il meritato riposo. Nah. Nulla è importante al di fuori della band, ha sempre voluto comunicarci il leader dei Mustasch. «All or nothing», continua a ripetersi. Picchiare duro è un mestiere difficile, aggiungiamo noi, ma è un mestiere che paga. Se si è fatti per quello, ovviamente. E nel buon vecchio Ralf scorre ancora groove insieme al suo sangue, la vena catchy dei suoi riff non è stata intaccata per nulla, la sua voce è ancora graffiante e potente come al primo disco. Forse meglio, da quando si è sdoganata dal paragone ormai logoro con Hetfield.  “Sounds Like Hell, Looks Like Heaven” (che esce insieme al greatest hits riedito “The New Sound Of The True Best” per Eat Music, stavolta) è un concentrato di tutto ciò che si richiede ad una band come questa. E così come una sorsata di buon vecchio whiskey, il nuovo Mustasch ci rivela tutti i suoi sentori: i riffoni heavy ci sono tutti (per l’accoppiata delle chitarre Gyllenhammar/Johanneson sembra essere un gioco da ragazzi), il groove dal retrogusto stoner c’è, i chorus sono facilmente assimilabili e mai scontati. I pezzi, insomma, funzionano eccome, merito anche del mixing di Stefan Glaumann (Rammstein, Paradise Lost, Within Temptation). Quasi tutti i brani sono all’altezza della situazione, in particolare i primi tre: “Speed Metal”, un anthem con il marchio a fuoco, “The Challenger”, singolone accompagnato dal buon video tamarro che gira da un po’ di tempo in rete (notevole il lavoro ritmico del fidato  Stam Johansson, che ci regala un breve intermezzo di lusso, con il nuovo batterista  Jejo Perković), “Never Too Late”, con obbligo di headbangin’. É anche vero, però, che la seconda parte del disco si affievolisce a causa di qualche momento sotto le righe, anche se brani come “I Don’t Hate You” ci fanno comunque venire voglia di comprarci un biglietto per la prima fila del concerto. Rimaniamo perplessi sullo spoken (in svedese, si presume) dell’outro “Northern Wind”. Questo è un po’ un peccato, contando che il disco dura poco più di mezz’ora. L’assaggio è andato, dunque, tutto è sceso nello stomaco e il retrogusto che ci lascia nel palato è solo lievemente dubbioso. Soddisfatto, compiaciuto, ma c’è qualcosa che lascia un po’ di dubbi sull’amare alla follia ciò che è appena sceso giù così velocemente. Serve un altro sorso per esserne sicuri. Forse un altro. E un altro ancora. Finiamo così con l’esserne ubriachi e scuotere la testa su queste note, dimenticandoci del resto, stoici alla fede hard rock’n’roll di queste bordate. E ammazziamo l’ultimo goccio, sempre consci che per picchiare duro ci vogliono le palle quadrate. E un paio di bei baffi, forse.

TRACKLIST

  1. Speed Metal
  2. The Challenger
  3. It's Never Too Late
  4. Cold Heart Mother Son
  5. Morning Star
  6. Dead Again
  7. Your Father Must Be Proud of You
  8. Destroyed By Destruction
  9. I Don't Hate You
  10. Northern Link
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.