MUSTASCH – Testosterone

Pubblicato il 11/12/2015 da
voto
5.5
  • Band: MUSTASCH
  • Durata: 38:20
  • Disponibile dal: 18/09/2015
  • Etichetta: Gain Music Entertainment
  • Distributore: Sony

Ralf Gyllenhammar sembra instancabile. Ottavo disco di inediti dal 2002, oltre ai live album, EP, singoloni e numerose performance che hanno portato il nome Mustasch come uno dei nomi di punti della scena rock scandinava, questo “Testosterone” riporta ancora una volta in auge il nome della creatura di Gyllenhammar. ‘Ho voluto fare i conti con la mia natura di uomo, la mia dignità e dolcezza’. Tutto questo rappresentato nelle dieci tracce del nuovo lavoro,ancora  sotto l’egida della Gain Music. Quello che però sembra essere più appariscente è l’apparato più soft e tenero della personalità del leader dei Mustasch (‘estrogeno’, come scherza qualcuno) che lascia le chitarre nella loro totalità assoluta a David Johannesson e tutto l’album è ancora più ricco di acustiche ed orchestrazioni come mai prima d’ora. “The Rider” sembra infatti una nuova rotta della musica di Gyllenhammar, soprattutto se considerata nei primi quindici minuti di disco, e dopo una intro come “Yara’s Song”, che nonostante la sua portata soffusa e malinconica riesce a portare a casa un notevole appeal, forse per la storia di violenza ad essa connessa. Il livello delle distorsioni viene alzato con “Down To Earth” ma sembra che manchi qualcosa al sound cazzuto dei Mustasch, un qualcosa che era sempre rimasto lì in tutti questi anni, anche in quelli più recenti. Sicuramente c’è il chorus e il tiro della traccia, ma sembra che manchi il corpo e l’anima in soluzioni prestabilite e già purtroppo trite e ritrite. Probabilmente la scelta di tonalità più acustiche e dolci hanno dalla loro un’attitudine portata avanti dal loro portavoce in maniera del tutto consapevole, ma è anche questione naturale che esso possa essere visto come segno di stanchezza e mancanza di ispirazione, essendo passato poco più di un anno dall’ultima uscita discografica. Fortunatamente per i Mustasch il loro rock’n’roll rimane sempre gagliardo e suonato da professionisti che sanno scrivere pezzi catchy e funzionanti al primo ascolto e di questo inevitabilmente poco si potrà dire in merito; anche la voce di Gyllenhammar sembra funzionare alla grande (“The Hunter”) e l’apparato ritmico Perković/Johansson non perde un colpo neanche a farlo apposta. Approcciandosi però a lavori così vicini negli ultimi anni inevitabilmente si deve però fare i conti con un certo appeal di contorno alle uscite discografiche in questione. Questo “Testosterone” sembra certamente funzionare, e compiacerà molti amanti del loro sound, ma inevitabilmente risulta un po’ infossato nella sua cornice e nel suo essere più talvolta ‘facilotto’ (“Dreamers”), tanto che si arriva a pensare: ‘ma aspettare ancora un po’ e togliere tracce superflue?’ oppure ‘ma fare un disco che abbia veramente le palle?’. “Testosterone” non amplificherà nulla di quanto già detto dagli svedesi ma ancora una volta sancirà nulla di più che un discreto lavoro di rock’n’roll d’esperienza. Chitarre e produzioni sono state fatte di fianco all’oceano nelle Canarie, a Tenerife, le batterie registrate senza che il leader e principale compositore fosse presente (per evitare la sua ‘pressione’, come spiega Gyllenhammar, ‘così ho potuto concentrarmi di più sulle liriche e la voce’, continua il frontman). Quello che ne esce è qualcosa tipo “When you’re big and strong / Don’t you get it wrong / You’re not weak when you’re kind / When your near and dear /Are in need of your arms/Don’t behave like you’re a child”. E nonostante i chorus funzionino per l’esperienza del quartetto, è ben lontano da essere un disco significativo e al di là della confezione che gli si vuole dare è anche un disco di contenuto ben povero.

TRACKLIST

  1. Yara’s Song
  2. Breaking Up With Disaster
  3. The Rider
  4. Down To Earth
  5. The Hunter
  6. Dreamers
  7. Be Like A Man
  8. Someone
  9. Under The Radar
  10. Testosterone
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