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- Band: MY LIFE WITH THE THRILL KILL KULT
- Durata:
- Disponibile dal: //2001
Rivoluzionario, straordinario, sconvolgente, indimenticabile. Quattro aggettivi che caratterizzano alla perfezione “Reincarnation Of Luna” nuovo album dei My Life With The Trill Kill Kult. Il progetto nasce nel 1986 dalla mente malata di due loschi individui della scena artistica di Boston, inizialmente questo nome era il titolo di un film che i due membri del progetto, Buzz McCoy e Groovie Man, avevano intenzione di girare. Il film avrebbe dovuto essere una sorta di B-movie decadente e shockante, ma non vide mai la luce (un vero peccato). Viceversa, i due continuarono a collaborare e dopo 13 anni di carriera e 4 di silenzio eccoli tornare con un album splendido, composto da tanti ospiti, turnisti, amici, campionatori e loop, qualche distorsione su un paio di pezzi, alcuni richiami al trip-hop, un basso sempre in primo piano, tante parti suonate realmente e Groovie Man che canta sempre ispiratissimo insieme ad un altro “migliaio” di persone. E’ quasi impossibile parlare di pezzi piu’ o meno significativi visto che si va dal trip-hop di “Hour Of Zero” fino a “The Untchable Class”, una canzone metal ( l’ unica), completamente giocata su un campione di chitarra distorta, passando per brani tipicamente elettronici come “Theme De Luna”, che gia’ dal titolo risulta una canzone molto eterea e sottile. Non mancano episodi commerciali tipicamente da discoteca come “Radio Silicon”, uno dei brani migliori. Era tantissimo tempo che un cd non si prendeva il lettore del mio stereo tutto per sè, per la precisione dai tempi di Criptyc Writings (sigh), e mai avrei pensato che un disco del genere, anni luce distante dal metal, avrebbe potuto colpirmi cosi’ tanto, una vera opera d’ arte nel senso piu’ pieno del termine, lontanissimo da tutti gli schemi e da ogni coerenza. Ascoltatevi questo capolavoro di elettronica e se siete dei maniaci di Pulp Fiction, come il sottoscritto, rimarrete sconvolti per quante similitudini a livello inconscio vi pioveranno addosso. Per tutti quelli che non sono supeficiali nell’ ascolto.
