MY REGIME – Dogmas

Pubblicato il 26/08/2016 da
voto
6.5
  • Band: MY REGIME
  • Durata: 00:35:07
  • Disponibile dal: 26/08/2016
  • Etichetta: Scarlet Records
  • Distributore: Audioglobe

Se è vero che ogni genere ha la sua identità e una sua connotazione tematica, cosa può esserci di meglio del thrash per sparare sulla folla il proprio disgusto sociale, la propria rabbia verso l’umanità e come stanno andando le cose nel proprio paese? E’ esattamente quello che ha pensato il nostro amico Christian “Spice” Sjöstrand, già noto ai più per la propria attività negli Spiritual Beggars, per dirne uno, e tali devono essere le sensazioni che hanno partorito in lui l’idea di fondare un gruppo come i My Regime, il cui nome, pure, è piuttosto eloquente. Aperto da una strumentale che trasuda gli anni ’80 come un Nintendo 8-bit, veniamo investiti da “A.A.”, e la cosa che appare lampante più che mai sono le coordinate scelte dalla band, che ricadono immarcescibilmente sotto il culto supremo degli Slayer: riffing, songwriting, assoli, e soprattutto il modo di cantare che ricorda in modo sbalorditivo un incazzatissimo ed in formissima Tom Araya: tutto porta alla mente la doppietta “South Of Heaven” / “Seasons In The Abyss”. Il che, presumiamo, è una scelta ben definita, e che proprio male male non può essere, certo. Le composizioni funzionano, sono ispirate e piacevoli, e proseguendo tra “Mind The Gap”, serratissima, o la tagliente “Electric Nightingale”, oscura e veloce e che ricorda arie di “Hell Awaits”, con quella sua parte centrale che urla headbanging, non possiamo negare un certo divertimento durante l’ascolto, per un progetto che ricorda più un’operazione simile a quella dei Gruesome, con aderenza totale ad un progetto preesistente che ne ricalchi i fasti – e si veda un brano come “Agony In The Garden”, il cui riff di apertura è praticamente una variazione di quello di “Jesus Saves”. Anche la seconda parte del disco mantiene una media sempre accettabile, seppur un brano come “Cuba Libre”, in cui si sente urlare ‘Che Guevara’, o un pezzo strumentale insulso come “The Butcher Of La Cabana”, ci fanno già un po’ meno piacere; ci pensa il rush finale a mantenere in piedi il baraccone, per una tornata di brani con chitarre al vetriolo, che di certo non stupirebbero se fossero state scritte dall’accoppiata Hanneman-King. Divertente, dicevamo, ma come un po’ tutte le operazioni nostalgia – o quale che sia la vera intenzione in questo caso – tenderemo a divertirci sempre un po’ meno e a, molto velocemente, dimenticare questo pur piacevole dischetto, vista la natura piuttosto effimera delle composizioni. Album aleatorio per completisti del thrash degli Slayer o fan di ‘Spice’ e dei suoi vari progetti.

TRACKLIST

  1. A Black Stone
  2. A.A.
  3. Mind The Gap
  4. Darkness Will Arise
  5. Electric Nightingale
  6. Agony In The Garden
  7. Suicide Crist
  8. The Butcher Of La Cabana
  9. Cuba Libre
  10. Accretion
  11. Clean With Fire
  12. The Fake Breeze Of Summer
  13. The Ghost
  14. Get In Line
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.