MYRIAD LIGHTS – Mark Of Vengeance

Pubblicato il 21/08/2012 da
voto
6.5
  • Band: MYRIAD LIGHTS
  • Durata: 00:42:55
  • Disponibile dal: 30/06/2012
  • Etichetta:
  • Underground Symphony

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Come potrebbero non starci simpatici i Myriad Lights? Il loro debutto “Mark Of Vengeance” ci permette infatti di fare un salto indietro di quasi una ventina d’anni, ai tempi in cui la nostrana Dragonheart Records rilasciava i suoi primi colpi con Drakkar, Domine, Slough Feg e Mesmerize, iniziando di fatto un periodo di risollevamento di testa per il metal classico di origine tricolore, puntando proprio su sonorità classiche ed una marcata epicità. Certo, ora siamo nel 2012, stiamo parlando dei Myriad Lights e l’etichetta è la Underground Symphony (che comunque partecipò a quel periodo con Skylark, Madsword e White Skull), ma il gusto che rimane in bocca dopo l’ascolto di questo “Mark Of Vengeance” è il medesimo: giovani band italiane, dotate di talento e passione, che insieme alzavano la bandiera di un modo di fare metal più veloce, più epico e più melodico, percorrendo binari che ai tempi risultavano attuali e interessanti. Il metal di riferimento dei Myriad Lights è lo stesso: una forte base heavy metal, estrapolata dai nomi obbligatori del genere, sulla quale vengono montate melodie epiche alla Domine, il riffing vorticoso di Beretta dei Drakkar e un tiro su alcuni pezzi che li assimila per diversi tratti agli esordi dei White Skull. Quindi, lo ripetiamo, come potrebbero non starci simpatici, soprattutto a noi, che con questa musica e queste band siamo cresciuti? Infatti, i Myriad Lights ci convincono e molto. Stiamo certamente però parlando di un disco per soli fan di un genere; di un disco che risulta indubbiamente derivativo e debitore di sonorità che in molti ritengono oramai seppellite nel passato del metal; sonorità di cui però non riusciamo proprio a parlar male, in quanto ‘Mark Of Vengeance’ risulta estremamente coinvolgente dalla prima all’ultima nota. Appena passato l’opener “Descent”, l’ascoltatore si trova catapultato nel mondo del metal classico alla Maiden, con tanto di linee di basso tonanti che accompagnano strofe che grondano metallo puro, prima di un ritornello invece un po’ più power-oriented. E a questo convincente incipit seguono la ancora più tradizionalista “Livin Rock”, apprezzabile nelle sue belle parti chitarristiche, e la epica title-track, che riporta alla mente i Domine, con una prestazione di Di Stefano simile a quella di Morby, o anche i primi Mesmerize di Orlandini, quelli più power. Nel proseguo dell’album trovano inoltre posto due piccoli gioielli come la fast song “Fury Of Time”, la più bella dell’album per chi scrive, e la variegata “Asylum”, con una parte solistica di buon livello ad opera del bravo chitarrista Lombardo. Come è possibile valutare, le capacità ci sono, le idee pure e soprattutto c’è la passione, rivolta ad un genere magari ora un po’ vetusto, ma che viene costantemente svecchiato da band di buoni propositi come questi Myriad Lights. Un disco per nostalgici dunque, ma che darà loro una miriade (tanto per essere originali…) di buoni motivi per ascoltare quest’album molteplici volte.

TRACKLIST

  1. Descent
  2. Slum Devil
  3. Livin Rock
  4. Mark Of Vengeance
  5. Whispers Of The Nights
  6. Fury Of Time
  7. Wandering Spirit
  8. Golden Cell
  9. Asylum
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