6.0
- Band: MYSTFALL
- Durata: 00:38:20
- Disponibile dal: 20/03/2026
- Etichetta:
- Scarlet Records
I Mystfall sono una band proveniente da Atene, all’esordio nel 2023 con l’album “Celestial Vision”, un disco, inserito nel solco ben preciso di metal sinfonico con voce solista femminile, nel quale comunque si potevano ascoltare buone cose, tanto da farci considerare la formazione greca abbastanza promettente e con buone potenzialità.
In questo loro secondo album, intitolato “Embers Of A Dying World”, dei sei membri che componevano la line-up resta solo la cantante Marilena Trikoglou: non sappiamo bene cosa sia successo, ma è chiaro a questo punto che, benchè il moniker sia identico, dopo una rivoluzione di questa portata, questi non possono essere gli stessi Mystfall che avevamo conosciuto appena pochi anni fa.
La nuova formazione annunciata, peraltro, non sembra neanche essere del tutto completa, perchè sono stati accreditati solo il batterista Dimitris Miglis e Aris Baris per la chitarra ritmica, mentre non si capisce bene se Stelios Vrotsakis (basso e voce) debba considerarsi o meno un membro ufficiale.
Al di là di queste premesse, tutto sommato, l’avvio della tracklist è buono, con un brano quale “Whispers In The Tempest”, nel quale ritroviamo bene o male le caratteristiche che avevamo apprezzato dei Mystfall, sempre ovviamente con la prorompente vocalità della Trikoglou, che spicca in un metal sinfonico abbastanza coinvolgente. Non male neanche la successiva “Remnants Of Tomorrow”, una sorta di midtempo costruito attorno a delle dissonanze di piano e a delle belle linee vocali.
Man mano che si va avanti con l’ascolto delle altre canzoni, emerge tuttavia come il ruolo delle orchestrazioni diventi sempre più ingombrante: il disco si rivela troppo carico di suoni campionati, con le chitarre decisamente sovrastate o quanto meno poste un po’ in secondo piano.
Sembra quasi di trovarsi proprio di fronte ad uno di quei dischi realizzati per colonne sonore di film, videogiochi o serie TV, dove la musica viene prodotta con suoni predefiniti o con library (ovviamente non con veri strumenti d’orchestra), sulle quali è stata aggiunta la batteria (oltre a chitarra e basso, che in qualche maniera sono comunque presenti) e ovviamente la voce della cantante. Addirittura, in una traccia, “The Nectar And The Pain”, non c’è neanche quest’ultima, trattandosi di una strumentale dai tratti molto cinematici.
Insomma, “Embers Of A Dying World” risulta di fatto troppo incentrato sulla voce della Trikoglou, anche se sono senz’altro apprezzabili le linee vocali, nonchè il suo modo di svilupparle in rapporto ai cori imponenti che la accompagnano in vari brani. In alcune tracce (tra cui la title-track), compaiono anche delle voci in growl, per accentuare la componente metal che comunque, a scanso di equivoci, non è venuta meno a livello generale:”Embers Of A Dying World” resta senz’altro un disco radicato nel mondo di certo metal sinfonico, però non ci sembra ben bilanciato il ruolo delle voci e delle orchestrazioni rispetto al resto.
I brani, d’altronde, presentano davvero poche idee e spesso danno una sensazione di ‘già sentito’: ci sono bei refrain, magari, in tracce come “Guardians Of The Earth” o “Sleeper In The Abyss”, ma per quanto ci possano essere belle melodie e per quanto la cantante possa essere pure una fuoriclasse, appare un po’ pretenzioso costruire un disco fondamentalmente solo su questo o perlomeno farlo come alternativa alla prima incarnazione dei Mystfall, che in confronto appariva non solo avere più personalità e più idee, ma aveva dimostrato, con alcune performance, di essere anche più accattivante e coinvolgente.
Dovendo dare un voto al disco, riconosciamo la sufficienza perchè comunque, come abbiamo avuto modo di precisare, ci sono alcune buone canzoni, belle linee vocali e la cantante è molto brava, però certamente in questo momento si tratta di una band da rifondare totalmente, almeno nelle intenzioni.
