7.0
- Band: MYSTIC PROPHECY
- Durata: 00:43:49
- Disponibile dal: 10/01/2020
- Etichetta:
- ROAR! Rock Of Angels Records
- Distributore: Audioglobe
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Altro giro, altra sottovalutata line-up di genere heavy/power metal made in Europe, giunta in questo caso al decimo (undicesimo, contando la raccolta di cover “Monuments Uncovered” di due anni fa) full-length ufficiale, che fa capolino sul mercato proprio sullo scoccare del ventesimo anno d’età della formazione.
Il primo dettaglio che si nota è senz’altro una copertina e un titolo che stimolano più di una sensazione di deja-vu, soprattutto se pensiamo a quel “Metalmighty” dei belgi Magic Kingdom recensito poco tempo fa, con connotazioni ben oltre il tamarro inossidabile e perfettamente in linea con quanto fatto in passato dai Mystic Prophecy: ciò potrebbe fornire una duplice descrizione del contenuto, potenzialmente esaltante e grintoso, così come banalmente tutto fumo e poco arrosto. Fortunatamente già con la iniziale titletrack le sensazioni appaiono tutto sommato positive: un vero e proprio inno d’amore nei confronti dell’heavy metal in cui la band esprime tutta la propria volontà di continuare a diffondere il verbo con fierezza, tanto da riuscire ad alzare non di poco l’asticella con l’adrenalinica “Eye To Eye” e la più cantabile “Hail To The King”. La formula heavy/power teutonica al cento per cento riesce ad essere moderna e nel contempo old-school, sia tenendo le armi infoderate come in “Here Comes The Winter”, sia al momento di farne libero sfoggio in “Curse Of The Slayer”. C’è persino spazio per una fase danzabile in concomitanza di “Dracula”, il cui refrain è da potenziale hit da dj-set del sabato sera in un locale metal.
Incredibilmente, nella seconda metà la performance di Roberto Liapakis e compagni migliora ulteriormente, soprattutto grazie a un songwriting in grado di rendere orecchiabile e memorabile qualsiasi pezzo senza però lesinare sull’aggressività e sulla capacità di risultare incisivi in buona parte dei passaggi: i ritornelli di “Together We Fall” e “Reincarnation” si dimostrano coriacei quanto l’incedere a dir poco demolitivo di “Die With The Hammer”, che tira nuovamente fuori il lato più speed metal dei Mystic Prophecy. La malinconica “Mirror Of A Broken Heart” convince meno, ma in compenso fornisce una buona premessa per la conclusiva “Victory Is Mine”, che per quanto leggermente anonima riesce a chiudere le danze con una sana alternanza tra fasi più tirate e altre orientate prettamente al melodico.
Considerando il livello non sempre encomiabile delle ultime produzioni del combo bavarese, trovarsi tra le mani un prodotto così efficace e confezionato con cuore e passione non può che farci felici; sicuramente appare più di qualche incertezza al momento di inserire qualche guizzo particolare, ma la formula presa per quello che è funziona comunque bene; con un po’ di costanza e intraprendenza in più si sarebbe davvero potuto parlare di una vera e propria sorpresa di inizio anno. Tuttavia, se vi piace il genere e non avete grosse pretese compositive, l’acquisto è consigliato!
