MYTH CARVER – Twist Of Fate

Pubblicato il 27/11/2025 da
voto
7.0
  • Band: MYTH CARVER
  • Durata: 00:26:03
  • Disponibile dal: 28/11/2025
  • Etichetta:
  • No Remorse Records

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Myth Carver: moniker alquanto evocativo, quello scelto dal quintetto di Dallas, Texas, che prendiamo oggi in esame; potrebbe voler sottintendere un’opera di vera e propria conservazione, o di riscoperta, di quello che la totalità dei defender odierni considera il ‘mito’ per eccellenza, vale a dire il classic heavy anni ’80 – con questo termine intendiamo il grosso calderone contenente NWOBHM, speed, US power et varia similia.
Ecco, i texani (senza occhi di ghiaccio) arrivano oggi alla pubblicazione del primo EP della loro carriera (di recente inizio), intitolato “Twist Of Fate”, che sin dalle primissime note svela la propria missione: omaggiare a più riprese i generi summenzionati, senza avallare ulteriori pretese che possano far sviare l’ascoltatore da questo tracciato. È importante segnalare che questo lavoro non si può definir un vero e proprio inedito, poiché uscì originariamente nel marzo dell’anno corrente come release indipendente; solo recentemente ha, invece, attratto le attenzioni dell’etichetta ateniese No Remorse Records, la quale ha dunque ristampato il mini-album ampliandone il contenuto con un paio di bonus track assolutamente non classificabili come filler.

Il contenuto di questo “Twist Of Fate”, lo precisiamo sin da subito, è confezionato ad arte per far venire la proverbiale acquolina in bocca agli amanti del sottobosco di cui sopra che vi si cimenteranno. I brani contenuti in questo platter sarebbero, escluse le bonus, quattro: ad aprire le danze abbiamo “Untamed Steel” e già ci si esalta che è un piacere col ‘Jon Oliva-wannabe’ Daniel Schmuck a dominare sui registri alti, le due chitarre a ricamare riff a pioggia con la proverbiale ‘mano de fero’ di Mario Brega, e la batteria intenta a rinforzare questo muro del suono speed metal made in USA, ma dall’intenso profumo canadese di sponda Exciter.
Si prosegue con un titolo mai sentito prima d’ora in questi ambienti (siamo ovviamente ironici), “Thunderkill”, e i ritmi si abbassano, viene dato privilegio alla struttura melodica con due strofe in cui le chitarre suonano ‘pulite’: possiamo definirlo un midtempo senza infamia e senza lode, al contrario della successiva “Shadow Firmament”, dotata di un refrain che trasuda Queensryche e Savatage, e di una sezione ritmica che verso la fine del brano si fa rocciosa e pesante come un macigno.
Chiude il lotto il pezzo forte della tornata, “Iron Helm”, davanti al quale è praticamente impossibile rimanere impassibili; come in apertura di album, per un perfetto uroboro sonoro, si inizia rapidi e furiosi per poi rallentare nella seconda metà, dove i Myth Carver pescano il jolly e ci salutano scalpellando un break marziale dotato di una carica contagiosa.
I due ulteriori brani, “King Of The Pyre” e “Crimson Terrain”, sono entrambi molto validi e già editi l’anno scorso come singoli, restituendoci l’immagine di un complesso veramente in gran forma ( l’ideale sarebbe stato quello di inserirne almeno uno dei due al posto dell’inferiore “Thunderkill”) e di un lavoro finale totalmente centrato.

Anche la produzione è di buon livello: insomma, non ci resta che promuovere questo interessante antipasto in preparazione di un primo corposo LP, che non stentiamo a prevedere e definire come un grosso colpo in termini di qualità, se i Myth Carver si manterranno sugli alti standard ascoltati sin qui.

TRACKLIST

  1. Untamed Steel
  2. Thunderkill
  3. Shadow Firmament
  4. Iron Helm
  5. King Of The Pyre
  6. Crimson Terrain
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