NADER SADEK – In The Flesh

Pubblicato il 20/05/2011 da
voto
7.0
  • Band: NADER SADEK
  • Durata: 00:29:00
  • Disponibile dal: 16/05/2011
  • Etichetta:
  • Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

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Nader Sadek è il nome di un artista di origine egiziana “noto” per aver collaborato con Mayhem e Sunn O))) per le scenografie di alcuni loro concerti. Il Nostro, volendo cimentarsi ora nel campo della musica, ha assoldato un team di musicisti di fama mondiale per concepire un album in suo nome. Un’idea che suona piuttosto spocchiosa, se non altro perchè Sadek non canta nè suona alcun strumento e viene citato nei crediti solo come “direction / production / conception”. Insomma, a essere onesti, eravamo già pronti a stroncare senza mezze misure questo strano esperimento, che sulla carta poteva facilmente rivelarsi di una presunzione immane. Tuttavia, ci siamo ritrovati ben presto a dover cambiare idea, se non altro perchè Sadek ha indubbiamente dimostrato buon gusto nel selezionare i membri della “sua” band. Rivolgendosi al bassista/cantante Steve Tucker (ex Morbid Angel), al chitarrista Rune Eriksen (Ava Inferi, ex Mayhem) e al batterista Flo Mournier (Cryptopsy), l’artista egiziano ha a tutti gli effetti assemblato una “all star” band, che, nella mezzoretta di questo “In The Flesh”, è riuscita a sfoderare musica di una certa qualità. A quanto pare, Tucker è stato il principale compositore, quindi non stupisce che la maggior parte di questi brani suonino come i Morbid Angel di fine anni ’90. La chiave stilistica del progetto è perciò un death metal floridiano, peraltro di buona fattura, al quale vengono aggiunte qua e là spezie diverse: da parentesi ambient a dissonanze che – guarda caso – ricordano i Mayhem di “Ordo Ab Chao”, passando per incursioni epico-orchestrali che paiono voler strizzare l’occhio ai recenti Septicflesh. Vista l’esperienza dei musicisti chiamati in causa, non stupisce affatto che il materiale risulti ben strutturato e ottimamente suonato. Piuttosto, si storce un po’ il naso per la scarsa durata del lavoro, che, privo di intro e intermezzi, consta di soltanto sei vere canzoni. Intendiamoci, la qualità c’è e rimane, ma magari qualche sforzo in più su questo fronte poteva essere fatto, almeno per dare al progetto un’enfasi maggiore. In ogni caso, “In The Flesh” resta un ascolto pienamente gradevole, cosa che all’inizio non ci saremmo esattamente aspettati.

TRACKLIST

  1. Awakening
  2. Petrophilia
  3. Of this Flesh (Novus Deus)
  4. Exhaust Capacitor
  5. Soulless
  6. Rusted Skin
  7. Mechanic Idolatry
  8. Sulffer
  9. Nigredo in Necromance
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