NADJA – Queller

Pubblicato il 11/02/2014 da
voto
8.0
  • Band: NADJA
  • Durata: 00:40:34
  • Disponibile dal: 01/02/2014
  • Etichetta:
  • Essence Music

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Continua la “ristrutturazione” in chiave “rock” dei Nadja, che dopo un decennio passato a scavare nelle trame più scure e intelligibili del drone metal, del noise e dell’ambient sono usciti neanche un paio d’anni fa con il favoloso “Dagdrøm”, un lavoro che vedeva la band cimentarsi astutamente in una simbiosi di shoegaze, doom e industrial ben più concreta e tangibile rispetto alle famose destrutturazioni drone del passato, e opera luce guida di un nuovo corso artistico da parte del duo canadese che ha mostrato sin da subito la gittata artistica di lunghissimo raggio e la portata reale del genio di Aidan Baker e consorte, capaci come non mai di esprimere livelli altissimi di scrittura a prescindere dallo stile prescelto. “Queller” segue “Dagdrøm” a ruota dunque, e lo supera, abbondantemente, in tutto. Non nello stile, pressoché invariato, ma nel songwriting, qui assolutamente inarrivabile, a tratti strabiliante, ispiratissimo e pervaso da una fiducia invincibile. Ci troviamo insomma davanti a quattro composizioni che non hanno una falla, un punto debole, una incertezza. Quattro canzoni di doom metal modernissimo, personalissimo, super-ragionato e devastante come non mai. Nulla di questo capolavoro del post-doom è lasciato al caso: le percussioni si intensificano e si distaccano dall’essere un puro battito cardiaco di un’opera viva e cangiante, solo quando serve; le voci si lasciano andare a dei growl annegati in fittissime nebbie di feedback solo quando vengono raggiunti i climax essenziali del lavoro (pochi e studiati con una classe inarrivabile), e le chitarre schiacciano crani sovente, ma mai senza quegli indispensabili momenti di stupore e riflessione che a cadenze regolari si aprono in vastissime radure di minimalismo sognante e di melodie infettanti. In questo suo simbiotico dualismo di bellezza e distruzione il disco stravolge: è monolitico, ossessivo, ripetitivo, ipnotizzante, ma cangiante, variegatissimo, dinamico e imprevedibile allo stesso tempo. La distruzione colossale proposta in molte sue parti da riff titanici non perde mai la bussola e si fa sempre accompagnare ottimamente dalla melodia e dalla discernibilità del riff perfetto per veicolare sempre e comunque una fruibilità disarmante e perfetta. La pesantezza invereconda di certi riff raggiunge livelli allarmanti, e il disco, forte delle spessissime nubi di feedback ed elettricità statica che lo avvolgono, a tratti risulta soffocante tanto la sua densità diventa imponente e la sua massa allucinante. Ma il gusto nella composizione del signore e della signora Baker sono tali che anche in un estremismo heavy portato agli estremi, e in una indole estrattiva immane, questo lavoro risulta sempre e incredibilmente magnetico e coinvolgente durante oggi millisecondo del suo fluire. Gli amanti degli Jesu del capolavoro omonimo, dei Godflesh nebbiosi e pieni di carica alettrostatica di “Selfless”, e tutti coloro che hanno sempre sperato che gli Slowdive e i My Bloody Valentine fossero delle band extreme metal invece che rock, in “Queller”, magicamente, troveranno esaudita ogni loro più nascosta e recondita fantasia. Coloro che invece amano il post-metal, il doom e lo sludge in maniera più aperta e meno esigente, invece, troveranno una delle release dell’anno del genere. Magnifici, ancora una volta, e ancora di più.

TRACKLIST

  1. Dark Circles
  2. Mouths
  3. Liderc
  4. Quell
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