NAEVUS – Back Home

Pubblicato il 23/09/2025 da
voto
7.5
  • Band: NAEVUS
  • Durata: 00:45:12
  • Disponibile dal: 19/09/2025
  • Etichetta:
  • Dying Victims Productions

Nati a Bietigheim-Bissingen in Germania nel 1991, i Naevus hanno affrontato numerosi cambi di formazione e diverse derive stilistiche prima di giungere alla pubblicazione della prima demo del 1993. Prima dell’infatuazione per il suono psych e apocalittico del doom metal a stelle e strisce, i Nostri erano addirittura una formazione death metal, ma dopo una serie di pubblicazioni amatoriali sono riusciti ad immortalare la purezza del loro talento grazie all’orecchio vigile di Lee Dorrian, che nel 1998 ha licenziato con la sua Rise Above il full-length di debutto “Sun Meditation”, ancora oggi considerato un autentico cult del doom europeo.

Non si può certo dire che il quartetto sia stato generoso in fatto di pubblicazioni: il secondo album è arrivato solo nel 2016, e oggi, a nove anni di distanza, la band è tornata a sorpresa grazie alla Dying Victims Productions, pubblicando il nuovo “Back Home” con la stessa formazione che ha registrato, nel 1995, la terza demo “Autumn Sun”. Ci sono insomma già sulla carta tutti gli elementi affinché la nuova release dei tedeschi risulti un piccolo evento nel mondo del doom underground, e ci pensa la breve intro ‘beatlesiana’ posta in cima alla scaletta a tranquillizzare i cuori dei cultori. I Naevus, infatti, non hanno perso la capacità di creare melodie vocali memorabili con lo spiccato gusto che li ha sempre contraddistinti. La breve traccia introduttiva, accompagnata solo dalla chitarra elettrica in ‘clean’ – che già mostra un’attitudine analogica alla scelta dei suoni e nell’approccio alla produzione – apre la strada all’esplosione della title-track. I suoni sono quelli della scena doom del Maryland, in bilico fra la potenza grezza degli Internal Void e i riff di Wino e delle sue mutevoli creature, con melodie sempre chiare e distinguibili al primo ascolto. L’attitudine americana dei Naevus – evidenziata da un artwork che raffigura un nativo americano – è delle più autentiche in circolazione e il suono grezzo e potente è ben valorizzato da una produzione che mette in luce tutte le sfaccettature degli strumenti.

La voce del cantante e chitarrista Uwe Groebel, a metà tra il timbro di Eric Wagner dei Trouble e il modo di cantare di Wino, aggiunge tensione drammatica al tutto, ben adagiata sull’intreccio chitarristico creato con la sei corde di Oliver Grosshans, che macina un riff dietro l’altro riuscendo a garantire una naturale fluidità nell’ascolto dei brani. Il basso di Sven Heimerdinger aggiunge melodia ai riff granitici dei due chitarristi, mentre Mathias Straub, fondatore ed attuale batterista degli storici heavy metaller teutonici Sacred Steel, dà lezioni di groove aggiungendo gusto alla proposta dei suoi compagni. Nelle successive “The Dead Don’t Sleep”, “My Fire” e “Under A Different Sky” si sprecano i paragoni con i The Obsessed degli esordi, mentre “Ghost”,  ballata dal piglio tragico e sognante, e “Angels Never Come” – più rallentata ma sempre pesante e cadenzata, per un risultato che ricorda i Count Raven – aggiungono colore e varietà al quadro sonoro complessivo.

I Naevus hanno realizzato un ottimo album orientato, come detto, alla gloriosa scena doom del Maryland, riuscendo a far trasparire una personalità unica, degna di una band dai trascorsi ultratrentennali. Probabilmente non ci sono brani che spiccano nettamente sugli altri, ma, allo stesso tempo, non ci sono cali di tensione. “Back Home” è un disco notevole arricchito da diversi tocchi di classe: su tutti, “Master of Shiver”, che si fa apprezzare per l’organo Hammond, il quale aggiunge preziosi intarsi a un brano dalle vibrazioni cupe e apocalittiche, degno di rendere orgoglioso ogni autore doom che si rispetti. Ci auguriamo di non dover attendere un altro decennio per assistere al prossimo ritorno dei Naevus, anche perché, con tali premesse, questa formazione potrebbe regalare non poche emozioni agli orfani di un sound che in pochi ormai riescono a reinterpretare.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Back Home
  3. The Dead Dont Sleep
  4. My Fire
  5. Under A Different Sky
  6. Ghost
  7. Angels Never Come
  8. Master Of Shiver
  9. Free The Ravens Fly
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