7.5
- Band: NAHEMAH
- Durata: 00:48:44
- Disponibile dal: 22/05/2009
- Etichetta:
- Lifeforce Records
- Distributore: Audioglobe
Spotify:
Apple Music:
Dopo averci favorevolmente colpito circa due anni fa con il precedente “The Second Philosophy”, gli spagnoli Nahemah si ripropongono alle nostre orecchie metallare con questo “A New Constellation”, comeback discografico che non fa altro che confermare – e quindi ancor più sottolineare – la bravura e la sensibilità artistica del quartetto di Alicante, probabilmente, assieme all’accoppiata Moonspell/Heavenwood e agli Ava Inferi, gli unici esponenti di un certo livello della scena dark-gothic iberica. Attenzione, però…è sbagliato parlare di dark-gothic nel caso dei Nahemah, sebbene molti elementi dark siano presenti nel songwriting di Pablo Egido e compagni: la musica contenuta in “A New Constellation”, infatti, allunga i propri sinuosi tentacoli verso derive post-metal e post-rock, progressive, electro e soprattutto atmospheric metal, dove per questo sottogenere intendiamo più che altro la musica di Novembre e Katatonia fra gli altri. Non c’è stato, a dire il vero, un vistoso miglioramento o una profonda maturazione nei Nahemah nel lasso di tempo intercorso tra questa e la scorsa release, ma bisogna tener conto del fatto che già “The Second Philosophy” presentava un suono ben definito e dosi di personalità da band adulta e pienamente formata. La cura degli arrangiamenti – tra i più rimarchevoli segnaleremmo assoli di sassofono e keys di gran classe – delle linee vocali e delle atmosfere pare essere sempre in primo piano durante l’ascolto di questo album, fra la cui tracklist si scorgono almeno tre pezzi magistrali: l’opener “Much Us”, che nonostante latiti di clean vocals ci mostra un gruppo fenomenale nel convogliare in pochi minuti malinconia, disperazione e dolore in un tutt’uno straziante, per poi divenire epico durante un solo alle tastiere chiaramente Amorphis-oriented; “Under The Mourning Rays”, mini-suite di sette minuti dall’incedere lento ed imperioso spezzato da un lungo intermezzo acustico a dir poco coinvolgente; “The Trip”, che finalmente (assieme ad “Absynthe”) vivacizza un platter ritmicamente vario e carico di pathos oscuro e notturno. Il resto delle composizioni è leggermente inferiore, ma la qualità delle stesse permane sempre su medio-alte coordinate. Delude un pochetto il singolo “The Perfect Depth Of The Mermaids”, surclassato in immediatezza da “Follow Me”, ma davvero non ci si può lamentare di “A New Constellation”, lavoro che assicura ai Nahemah e alla Spagna un po’ di popolarità in più, sicuramente meritata. Chiunque apprezzi il metal atmosferico, si segni bene il nome di questa band: noi ve la consigliamo per la seconda volta, a voi non resta che (ri)scoprirla…
