NAMELESS CRIME – Nameless Crime

Pubblicato il 15/09/2003 da
voto
5.0
  • Band: NAMELESS CRIME
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2003
  • Etichetta: Nocturnal Music
  • Distributore: Frontiers

Da Napoli arriva questo quintetto al primo lavoro in studio, reclutato tra le file della pur partenopea Nocturnal Music, fautore di un heavy metal fortemente debitore alla NWOBHM, almeno nelle intenzioni dei suoi componenti. Come spesso accade per le formazioni esordienti, infatti, il genere cui si fa riferimento non garantisce la buona riuscita del lavoro, specie dal punto di vista della fruibilità: in questo caso ci troviamo ad aver a che fare con un prodotto che tenta di prendere la strada dell’heavy metal classico con un risultato alquanto deludente. Sarà per la sostanziale povertà di materiale originale che lasci anche la più superficiale traccia nella memoria dell’ascoltatore, sarà per la produzione non proprio eccelsa, sarà a causa della voce del singer – che nel tentativo di toccare le tonalità più alte e di prodursi in melodie un po’ più fantasiose dimostra di non essere esattamente all’altezza della situazione – sarà per la ripetitività di un impianto compositivo che tenta di presentarsi sotto una veste quanto più varia possibile ma che finisce per questo con l’essere noiosamente costellato di lungaggini piuttosto sterili e prive di feeling, ma questo “Nameless Crime” resta un lavoro difficilmente assimilabile che, anzi, toglie il respiro già verso la quinta-sesta traccia. Non che al combo manchino le capacità tecniche, anzi: in particolare buona è senza dubbio la prestazione del chitarrista Marco Ruggiero, ma anche gli altri membri sembrano tutto sommato dar buona prova di sé; spiccano, in ogni caso, certe influenze in odore di Megadeth, Metallica dei primi due album, Savatage e dei Dream Theater più melodici quali capisaldi della formazione degli strumentisti del gruppo, là dove invece si fa fatica a distinguere un punto di riferimento per gli azzardati vocalizzi di Fabio Manda, che costituisce il vero e proprio punto debole di quella che dovrebbe essere la realtà Nameless Crime. In apertura, dopo l’intro “Neuropathy”, “Last Tears of The Blind” e “Psycho Mad” lasciano pur ben sperare visto il modo in cui attingono a piene mani alla fonte del sound della band di Mustaine, ma già con la successiva title track e soprattutto con “Railways To The End” (per chi scrive il pezzo meno convincente del lotto) le aspettative vengono disattese, e “My Rapture” e la conclusiva “Devil May Cry” non mostrano di discostarsi dal tenore compositivo delle tracce precedenti, e così ben poco interesse resta per quello che potrebbe essere il potenziale espressivo di questi ragazzi che, dispiace dirlo, hanno sfornato una prima prova monotona e senza mordente. Peccato per questa band, dunque, la cui proposta forse con un pizzico di semplicità in più potrebbe risultare assai più appetibile di quanto non sia allo stato attuale: il suo appeal infatti si perde nelle circonvoluzioni di un songwriting che, alla fin fine, si appiglia a tutti gli stereotipi che hanno reso saturo un genere che oggi ha bisogno di vera creatività per riemergere dalle ceneri dei suoi gloriosi anni d’oro. Non basta rubare riff e sound allo stile di Megadeth, Metallica degli esordi ed Iron Maiden per mettere insieme un buon disco heavy metal. Attesi alla prossima prova.

TRACKLIST

  1. Neuropathy
  2. Last Tears Of The Blind
  3. Psycho End
  4. Nameless Crime
  5. Railways To The End
  6. The Sign Of Your Pain
  7. My Rapture
  8. Devil May Cry
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