NAMELESS CRIME – Stone The Fool

Pubblicato il 19/01/2015 da
voto
7.0
  • Band: NAMELESS CRIME
  • Durata: 01:14:05
  • Disponibile dal: 18/12/2014
  • Etichetta: Revalve Records
  • Distributore: Masterpiece

Nameless Crime, atto quarto: la formazione napoletana, dopo l’ormai antico e quasi totale rinnovamento di line-up effettuato per la scrittura e la pubblicazione del precedente “Modus Operandi”, poi edito nel 2010, si ripresenta finalmente sulle scene con il nuovo “Stone The Fool”, platter che appare da subito molto curato sotto tutti i punti di vista. D’altronde, l’assenza mediatica durata quasi cinque anni, interrotta qua e là solo da notizie sparse, cominciava a preoccupare: ora, comunque, possiamo stare decisamente tranquilli…i Nameless Crime sono duri a morire e proseguono, invecchiati e maturati, nella loro ricerca compositiva e stilistica a 360°. Sostituito il batterista Daniele Ciao – che nel lavoro in questione fa capolino come guest nella strumentale “Weepin’ Clouds” – con la new-entry Alessandro Romano, la band pare allargare ancora più il suo spettro d’appartenenza musicale, tanto che, al giorno d’oggi, è davvero difficile collocare il Crimine Senza Nome in una determinata branca dell’heavy metal. Di certo si può scrivere che i Nostri si approcciano alla composizione con un’attitudine libertina e progressiva, senza porsi troppi limiti e, spesso, passando in pochi secondi da un penetrante riff classic-thrash ad un intermezzo pianistico completamente atmosferico, da un’andatura ondeggiante quasi stoner a fedeli richiami all’epopea grunge. Due esempi lampanti di questa insita cangianza sono gli estremi – non temporali, bensì d’approccio – di “Stone The Fool”: “Ticks” è frenetica, urgente, irruente e schizzata, ricorda infatti abbastanza gli ultimi, rimpianti, Infernal Poetry, oppure, andando a scomodare piani altissimi, i System Of A Down; al contrario, la succitata “Weepin’ Clouds”, nel suo dolce e malinconico incedere senza voce, mostra tutta la classe in seno alla band, autrice, in questo caso, di una vera traccia-capolavoro. Molto positiva la varietà ritmica della coppia Lanzuise-Romano, mentre Maddalena Bellini e Dario Graziano, rispettivamente unica chitarra e tastiere/pianoforte, cesellano al meglio riff e arrangiamenti di una tracklist dalla lenta ma crescente facilità d’assimilazione, dinamica peraltro già rilevata in precedenza nel recensire “Modus Operandi” e le sue spire avvolgenti. Il gruppo, difatti, non fa musica immediata, per nulla, ma le sue composizioni vanno coltivate e accudite con calma, assaporate nei loro saliscendi e nella loro diversità. La voce di Dario Guarino, orientata al teatrale e reminiscente di aperture grunge-depresse, deve piacere e non sempre le sue linee colpiscono, ma tutto rientra, supponiamo, nel concetto compositivo della compagine; così come l’uso, ricercato e adatto, di violini (ad esempio nel singolo “Crumbling”) e strumenti orientali (nella bellissima “Hate-Filled Life”) è atto a donare un tocco in più all’estro dei Nostri, che dopo un bel po’ di tempo ci fanno assaporare sensazioni sopite. Difficile, a questo punto della carriera, per i Nameless Crime fare il botto; ma chiaro è come faccia molto piacere riaverli fra noi, soprattutto con un disco che ne riconferma le apprezzabili qualità, pur essendo, a voti scoperti, un pelo inferiore al predecessore. Bentornati ragazzi!

TRACKLIST

  1. Moving Target
  2. Hate-Filled Life
  3. Jesus Square Suicide
  4. Crumbling
  5. Climb
  6. Almost Cold
  7. The Big Crunch Theory
  8. Weepin’ Clouds
  9. Dead End
  10. Ticks
  11. Suicidal
  12. Delusions (bonus-track)
  13. Self-Doubt (bonus-track)
  14. Targeted (bonus-track)
  15. We Need Protection (bonus-track)
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