NASTY TENDENCY – Wild And Nasty

Pubblicato il 04/10/2009 da
voto
7.0
  • Band: NASTY TENDENCY
  • Durata: 00:43:10
  • Disponibile dal: //2009
  • Etichetta: My Graveyard Productions
  • Distributore: Masterpiece

Uno sguardo alla copertina, al logo della band e alle foto presenti nel booklet, tanto basta per intuire che quello che abbiamo tra le mani è un album che guarda ad almeno due decadi e mezzo fa. I Nasty Tendency sono proprio questo, una band classica sia come sound che come look, palesemente legata ad un periodo irripetibile dove uscivano con i loro migliori lavori Twisted Sister, Lizzy Borden, Riot, Warlock e Grim Reaper, tanto per citare alcune delle influenze che la band stessa nomina nella propria biografia. Nonostante si sia formato solo due anni fa, i quartetto di Forlì si è dato subito un gran da fare e arriva ora al debutto discografico per My Graveyard, etichetta che molto sta facendo per l’underground italiano. “Wild And Nasty” è un album piacevolmente spontaneo nella sua essenzialità, senza modernismi di alcun genere e totalmente devoto all’hard rock stradaiolo e all’heavy ottantiano sia in termini di songwriting che di suoni. Brani di presa assestati su mid o up-tempo dal buon tiro come la stessa opener “Better Mad Than Dead” o la successiva “Into The Fire”, pezzi freschi, adrenalinici, incalzanti come riffing e dominati dalla voce della singer Nikky Nails. Non capita spesso di sentire voci femminili in grando di convincere su sonorità di questo tipo, ma Nikky dimostra di saperci fare con il suo approccio ruvido e grintosissimo. Il gruppo non punta a dar sfoggio di tecnica ma si gioca tutto sull’impatto frontale di riff trascinanti e churus immediatissimi come “Sweet Baby Runnin’ Wild” e “Hunter Of The Vampires” confermano in ogni loro singola nota. Tra le migliori anche “Sleazin’ The City”, con evidenti richiami ai Motley Crue di “Girls, Girls, Girls”, la cover di “When Heaven Comes Down” dei Grim Reaper e la più hardrockeggiante “Desire”, dai cori tanto semplici quanto efficaci e con un buon potenziale live, caratteristica quest’ultima comune a tutte le tracce del lavoro. Il disco ha ben pochi cali di tono e, anche se la proposta è tutt’altro che originale, il risultato finale è sicuramente più che discreto per una band al debutto. Da precisare però che la formazione attuale non vede più Nikky dietro al microfono ma Sidney Blade e alla batteria si è aggiunto Klaus Drinkhard, con il conseguente passaggio del drummer Johnny Curly alla chitarra ritmica. Vedremo con la seconda prova in studio se con questi cambi il gruppo saprà non solo confermare quanto di buono appena detto, ma magari addirittura migliorarsi aggiungendo anche un pizzico di personalità.

TRACKLIST

  1. Better Mad Than Dead
  2. Into The Fire
  3. Sweet Baby Runnin' Wild
  4. Hunter Of Vampires
  5. Devils On The Streets
  6. Spiders
  7. Fight To Survive
  8. Like A Nightmare
  9. I Don't Care
  10. Sleazin' In The City
  11. When Heaven Comes Down
  12. Desire
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