8.0
- Band: NASUM
- Durata: 00:37:31
- Disponibile dal: 11/10/2004
- Etichetta:
- Burning Heart
- Distributore: Self
“Energy In Its Purest Form”. Sono queste le prime parole pronunciate da Mieszko Talarczyk per inaugurare il nuovo lavoro dei suoi Nasum, una delle band più amate e sincere dell’intera scena grindcore attuale. E’ passato circa un anno e mezzo dall’uscita di un ottimo disco come “Helvete”, l’ultimo pubblicato sotto l’egida della Relapse, ed ecco il gruppo svedese ritornare con un nuovo contratto con la Burning Heart e dare alla luce un lavoro di qualità tecnica superiore al precedente e curato in ogni singolo particolare, a partire dalla solita potentissima produzione. Sebbene rispetto ad “Helvete” lo stile sia rimasto tutto sommato invariato, è percepibile all’ascolto di questo “Shift” la voglia dei nostri di rendere la propria proposta ancora più varia e memorizzabile, pur non perdendo un briciolo della crudezza e della cattiveria tipiche del genere. I Nasum si confermano quindi un gruppo sicuramente legato alla tradizione del grindcore ma anche assai intelligente e voglioso di realizzare qualcosa di personale e altamente avvincente. Ne sono un chiarissimo esempio i sempre più frequenti intermezzi cadenzati, gli sprazzi di melodia, gli accenni noise, gli assoli, i pesanti assalti death metal o quelli prettamente punk/hardcore. Ai Nasum l’inventiva non manca di certo e l’arrivo del nuovo chitarrista Urban Skytt li ha solo aiutati a rompere nuove barriere e a guadagnarsi un ulteriore spazio di manovra: oggi l’impatto generale si è duplicato ma lo stesso si può dire dell’incisività dei passaggi “atmosferici”, più che mai ricercati e calibrati! Questo generale affinamento del songwriting fa davvero risultare “Shift” come un album composto da vere e proprie canzoni, dotate tutte di una propria identità, e non una raccolta di schegge impazzite tanto selvagge quanto anonime. La tracklist esalta dall’inizio alla fine ma per farvi un’idea di cosa siano oggi divenuti i Nasum vi consigliamo caldamente di dare un ascolto a “The Engine Of Death”, “Wrath”, “The Deepest Hole”, “Circle Of Defeat”, “Closer To The End”, “Fury” e “Deleted Scenes”, ovvero la sofferenza, l’odio e il disprezzo messi in musica… gli episodi migliori del lotto, dei brani letteralmente terrificanti ma memorizzabili, ferocissimi ma mai caotici, puro talento! Ascoltando queste perle vi renderete senz’altro conto di quanto “Shift” sia un prodotto di elevatissima caratura, probabilmente quanto di meglio i Nasum abbiano offerto in carriera nonché l’album grindcore più bello uscito negli ultimi tempi. Il disco che, se tutto va come deve, porterà i Nasum ad affiancare i loro amici Napalm Death nell’olimpo del grindcore… e magari persino a sorpassarli. Comprare, comprare, comprare.
