NE OBLIVISCARIS – Citadel

Pubblicato il 10/11/2014 da
voto
7.5
  • Band: NE OBLIVISCARIS
  • Durata: 00:48:12
  • Disponibile dal: 07/11/2014
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

Gli australiani Ne Obliviscaris prendono congedo dalla nostrana Code666, per la quale uscì il precedente “Portal Of I”, andando ad esordire per la prestigiosa Season Of Mist con un secondo lavoro sulla lunga distanza ben diverso dal succitato, da più parti apprezzatissimo, album di debutto. Se, infatti, su questo portale d’informazione metallica, il voto assegnato a “Portal Of I” era stato ingenerosamente insufficiente, altrove il disco è stato giustamente idolatrato e considerato per la grandeur compositiva complessa e sfaccettata che mostrava, coacervo fluido ed emozionante di progressive death metal, avantgarde e black metal venato da un’atmosfera saltuariamente folk. Tanto pregevole e contorto che, per chi scrive, risulta tuttora considerabile come una sorta di ‘Skydancer del nuovo Millennio’. Ma in che senso questo nuovo “Citadel” prende le distanze dal suo predecessore? Innanzitutto controllando dei semplici dati ‘strutturali’: “Citadel” dura ben venticinque minuti in meno di “Portal Of I”, e difatti risulta molto più fruibile e molto meno ‘pesante’ da digerire in botta unica; in seconda battuta, delle sei tracce presenti in tracklist, tre sono brevi e strumentali e tre molto lunghe e rispecchianti lo stile progressivo e dicotomico che ha reso nota, anche al di fuori del proprio lontano paese d’origine, la formazione di Melbourne. In questo modo, con questo chiaro schema studiato a tavolino, viene da sé paragonare “Citadel” ad una vera e propria opera classica in chiave metal, che ovviamente tiene le distanze dai vari esperimenti fatti in passato con orchestre sinfoniche o filarmoniche che siano, ma che, con il ‘semplice’ uso della sola strumentazione rock e del violino del clean vocalist Tim Charles, va ad esplorare e compenetrare composizioni classiche alternando tempi, atmosfere e movimenti in un flusso musicale per palati sopraffini e non solo, considerato infatti l’estremismo blackish delle sezioni tirate. E’ venuta quindi a scemare leggermente la componente folk che aleggiava su tutto “Portal Of I”, così come il volume di riff presentato è anch’esso ridotto; barattando queste componenti, però, i Ne Obliviscaris hanno aumentato l’accessibilità di alcuni giri di chitarra, lasciato più a briglie sciolte le parti soliste di chitarra e violino (protagonista quasi assoluto dei tre episodi strumentali, ovvero “Wyrmholes”, “Reveries From The Stained Glass Womb” e “Contortions”), donato groove e profondità al computo totale dei brani e innalzato la quota della voce pulita, oggi autrice di chorus e strofe sentite e avvincenti, a volte memori delle migliori cose degli Into Eternity. Il mix ed il mastering affidati a Jens Bogren, ad oggi uno dei tecnici più richiesti in ambito europeo, sono una sicurezza, in quanto lasciano organicità e furore in primo piano dove serve, per poi assicurare pulizia e dolcezza negli spezzoni più atmosferici e vicini al prog-rock tout-court. L’album, manco a dirlo, va ascoltato nella sua interezza, ha proprio poco senso cercare di estrapolare un singolo o un brano a parte che spicchi dalla tracklist: c’è da dire, altresì, che i cinque minuti finali di “Triptych Lux” e quelli iniziali di “Blackholes” (evitiamo, con buona pace delle nostre dita, di riportare per intero i titoli del concept-album…) hanno veramente una marcia in più a livello atmosferico, tecnico ed evocativo e da soli valgono praticamente l’acquisto del disco. Insomma, avrete capito che “Citadel” è un disco che può facilmente stuzzicare le fantasie di tutti gli amanti dell’avantgarde e del prog-death, senza dimenticare chi, fra i progster d’annata, non disdegna affondare l’anima per cinquanta minuti anche in ritmiche telluriche, vocalizzi infernali ed un maelstrom apocalittico di pura enfasi. Leggermente inferiore a “Portal Of I”, ma un altro incredibile gioiello per i maestri Ne Obliviscaris.

TRACKLIST

  1. Painters Of The Tempest (Part I): Wyrmholes
  2. Painters Of The Tempest (Part II): Triptych Lux
  3. Painters Of The Tempest (Part III): Reveries From The Stained Glass Womb
  4. Pyrrhic
  5. Devour Me, Colossus (Part I): Blackholes
  6. Devour Me, Colossus (Part II): Contortions
1 commento
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