NE OBLIVISCARIS – Portal Of I

Pubblicato il 21/06/2012 da
voto
5.5
  • Band: NE OBLIVISCARIS
  • Durata: 01:11:40
  • Disponibile dal: 07/05/2012
  • Etichetta: Code666
  • Distributore: Audioglobe

“Portal Of I” è il classico disco dove chi troppo vuole nulla stringe. La premessa non è certo delle migliori, tuttavia siamo convinti che calzi a pennello per l’esordio sulla lunga distanza degli australiani Ne Obliviscaris, attivi oramai dal lontano 2003.  Il sestetto si dedica ad un ibrido tra black e death melodico, con un tentativo di approccio progressive e con il costante apporto di un violino, onnipresente in quasi tutte le tracce e spesso piazzato in primo piano quando le tempistiche si dilatano e i toni si fanno più lenti. Nella durata eccessiva dell’ascolto – un’ora e undici minuti – le sette lunghe tracce che compongono la tracklist sono tutto sommato orecchiabili, grazie soprattutto ad un ottima produzione che centra l’obbiettivo nell’esaltare i numerosi cambi di tempo e gli intrecci sonori proposti dai Nostri, strutturati su un incontro leggermente forzato tra gli elementi citati in precedenza e qualche accenno di folk zuccheroso, tenendosi sulla scia di idee messe in pratica gia da diverse formazioni dalla personalità più marcata. Grosso limite dell’album, come accennato, è la sua lunghezza sconvolgente, con una durata media dei brani che si assesta attorno ai dieci minuti: dati di certo poco confortanti se si tiene in considerazione che non stiamo proprio parlando di una band dalla grossa esperienza. E così, tra innumerevoli influenze, stili vocali che si sussegguono senza una logica troppo precisa – ci troviamo growl, screaming, sussurranti ugule alla Neige ma anche voci femminili – e un’articolazione dei brani tutto sommato identica – partenza col botto, rallentamento centrale con annessi arpeggi e apoteosi finale tra melodie epiche e assalti d’arma bianca – la sostanza finale è veramente poca e, soprattutto, i secondi finali dell’ultima traccia si rivelano un traguardo quanto mai sudato. Non per niente, il brano più godibile risulta essere “Of The Leper Butterflies”, dalle meccaniche concrete e dall’effetto sicuramente più immediato. A loro si chiede di essere meno dispersivi e di concentrarsi su un particolare aspetto della loro musica; così non ci siamo proprio. In caso contrario, se il loro intento è quello di valorizzare questo ambizioso ibrido, c’è da lavorare ancora parecchio.

TRACKLIST

  1. Tapestry Of The Starless Abstract
  2. Xenoflux
  3. Of The Leper Butterflies
  4. Forget Not
  5. And Plague Flowers The Kaleidoscope
  6. As Icicles Fall
  7. Of Petrichor Weaves Black Noise
5 commenti
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