NEAL MORSE – Jesus Christ The Exorcist

Pubblicato il 25/06/2019 da
voto
8.0
  • Band: NEAL MORSE
  • Durata: 01:50:18
  • Disponibile dal: 14/06/2019
  • Etichetta: Frontiers
  • Distributore:

Il percorso spirituale di Neal Morse, che da tempo ormai ha abbandonato la musica secolare in favore di un approccio intimo e religioso, prosegue con quello che forse è il suo culmine, il suo progetto più ambizioso. Morse, infatti, ha deciso di mettere in musica, sotto forma di musical, la storia di Gesù Cristo, includendo gran parte della sua vita pubblica, la sua predicazione, fino alla morte in croce e resurrezione. Affrontare un tema del genere, indipendentemente dalla sacralità della materia (che può interessare o meno al lettore), è rischioso e difficile per molteplici motivi. Il primo, a nostro parere, è insito nella scelta stessa di affrontare una delle vicende umane più raccontate nell’arco degli ultimi due millenni: sarebbe impossibile anche solo enumerare il quantitativo di opere letterarie, musicali, artistiche, che prendono spunto dalla vita di Gesù e dai Vangeli; ed inserirsi in questo contesto riuscendo a risultare credibili è un’impresa tutt’altro che semplice. Un altro scoglio insidioso da superare, poi, era quello di realizzare un’opera che fosse sì permeata di quella fede che anima il musicista americano, senza però cadere nella trappola della Messa beat degli anni Sessanta/Settanta, o del recital da oratorio che tanto spesso hanno creato lavori artisticamente superflui, schiacciati dalla predominanza del messaggio religioso. Fortunatamente “Jesus Christ The Exorcist” scongiura i nostri timori con un’opera rock a più voci che rimanda al musical senza fare il verso al celeberrimo “Jesus Christ Superstar” di Andrew Lloyd Webber, coadiuvato da una band di musicisti di livello altissimo e da un cast di interpreti che risultano sempre perfettamente calati nel ruolo, senza scadere nell’interpretazione didascalica e retorica.
Questo mastodontico doppio album può essere ascoltato come una pura e semplice raccolta di canzoni, ma sarebbe un errore approcciare il materiale in questa maniera: è evidente come la musica, in questo caso, vada strettamente a braccetto con la narrazione e l’opera acquisisce ulteriore valore se fruita con il libretto dei testi sottomano e, ancora meglio, avendo almeno una conoscenza di base di quanto riportato nei Vangeli. La scena si apre nel momento più drammatico della vita di Gesù, sul Calvario, poco prima di morire invocando il Padre con la frase “Dio mio, perchè mi hai abbandonato?”. Attraverso un brano strumentale sinfonico e drammatico (“Overture”), la narrazione si posta quindi indietro nel tempo, saltando l’infanzia di Gesù e concentrandosi invece sulla sua predicazione e il suo potere di scacciare il male (da cui il titolo “The Exorcist”). Non vogliamo tediare il lettore con un track by track, che pure sarebbe molto interessante nell’accostare la storia al linguaggio musicale utilizzato, ma ci limitiamo a dare qualche coordinata di massima: la scrittura di Neal Morse si concentra nel creare l’ambientazione sonora migliore e più coerente rispetto all’episodio narrato. Così il battesimo di Gesù per mano di Giovanni Battista, con la voce di Dio che risuona potente nel riconoscere suo Figlio, viene rappresentato da un brano enfatico e maestoso, una celebrazione trionfale, con le tastiere a guidare la melodia; la tentazione di Gesù nel deserto prende forma prima con un duello strumentale e poi con un dialogo tra il Maligno, che poggia la sua voce su una base di chitarre più heavy, e Gesù, che invece canta su melodie luminose pacifiche. Allo stesso modo, la presentazione della figura della Maddalena, prima della sua conversione, trova il perfetto controcanto nel blues, sensuale e mefistofelico, come il demone della lussuria che pervade la donna; mentre sempre la Maddalena, una volta liberata e convertitasi, ritrova la sua voce angelica, struggente, capace di raccontara la sua rinascita. E ancora l’episodio del demone di Gerasa, un demone chiamato Legione, che è al tempo stesso uno e una moltitudine: il brano che ne racconta la vicenda prende la forma di un coro a più voci, sulla falsa riga dei Savatage di “Chance”, con molteplici linee vocali che si intrecciano fino ad essere una. Oppure “Get Behind Me Satan”, splendido brano hard rock, energico, quasi rabbioso, figlio della grande tradizione dei Deep Purple, che racconta di quando Pietro aveva cercato di convincere Gesù a non recarsi a Gerusalemme, dove l’aspettava la condanna a morte, ma piuttosto di fuggire mettendosi in salvo. “Lungi da me, Satana”, risponde il Cristo, che pure poco prima aveva affidato proprio a Simone, detto Pietro, la guida della sua futura Chiesa.
Potremmo andare avanti a lungo, attraversando uno per uno i momenti salienti della vita di Gesù, momenti che lo porteranno ad essere tradito nell’Orto degli Ulivi, processato prima davanti al Sinedrio e dopo di fronte a Pilato, fino alla morte in croce e alla risurrezione, narrata con uno splendido duetto tra Gesù e la Maddalena, che ritrova il suo Rabbì quando ogni speranza sembra essere perduta. Ci fermiamo, invece, per necessità di spazio, segnalando un’ultima caratteristica dell’album: in più di un’occasione viene accostato uno specifico tema melodico ad un personaggio (ad esempio il diavolo) o ad una situazione (la croce). Questo espediente rende ancora più riconoscibile la storia, guidando quasi a livello inconscio l’ascoltatore tra le varie voci e le varie situazioni che, per ovvi motivi, non possono essere sempre spiegati in maniera didascalica.
Insomma, è chiaro che, di fronte ad un’opera così fortemente interconnessa con il suo messaggio, il rischio di approcciare un lavoro del genere attraverso un pre-giudizio (decida il lettore se positivo o negativo) è molto alto. Ma per chi volesse cercare di andare oltre alla semplice questione di Fede, quello che rimane è un album di grande valore, perfettamente bilanciato nella sua componente musicale e narrativa, che riesce ad affrontare un tema difficile con naturalezza e senza essere pedante. E questo, lo possiamo dire, non è affatto un merito da poco.

TRACKLIST

  1. Introduction (CD1)
  2. Overture (CD1)
  3. Getaway (CD1)
  4. Gather The People (CD1)
  5. Jesus’ Baptism (CD1)
  6. Jesus’ Tempation (CD1)
  7. There’s A Highway (CD1)
  8. Woman Of Seven Devils (CD1)
  9. Free At Last (CD1)
  10. The Madman Of The Gadarenes (CD1)
  11. Love Has Called My Name (CD1)
  12. Better Weather (CD1)
  13. The Keys To The Kingdom (CD1)
  14. Get Behind Me Satan (CD1)
  15. He Must Go To The Cross (CD2)
  16. Jerusalem (CD2)
  17. Hearts Full Of Holes (CD2)
  18. The Last Supper (CD2)
  19. Gethsemane (CD2)
  20. Jesus Before The Council And Peter’s Denial (CD2)
  21. Judas’ Death (CD2)
  22. Jesus Before Pilate And The Crucifixion (CD2)
  23. Mary At The Tomb (CD2)
  24. The Greatest Love Of All (CD2)
  25. Love Has Called My Name (Reprise) (CD2)
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