7.0
- Band: NECRO DEATHMORT
- Durata: 00:45:51
- Disponibile dal: 04/07/2011
- Etichetta:
- Distraction Records
Justin Broadrick sarebbe fiero di questi due ragazzi. Armati “solo” di laptop e chitarre, il duo inglese doom/EBM Necro Deathmort ha fatto della musica dei Godlfesh ciò che i Sunn O))) hanno fatto con quella dei Black Sabbath: ne hanno preso ogni tratto saliente portandolo agli estremi, brutalizzandolo, stuprandolo e sfigurandolo fino a renderli tutti quasi completamente irriconoscibili. (Il giustamente intitolato) “Music Of Bleak Origin” prende lo sludge metal industrializzato di “Streatcleaner” e del precedente omonimo primo lavoro di Broadrick e Green e li dilata come una nebulosa malefica, espandendoloi in ogni direzone e sospingendoli oltre i propri limiti estremi, con una spinta costante di digitalizzazioni infernali e deformazioni cibernetiche oltretombali. La componente elettronica nella musica dei Necro Deathmort fa la parte del leone, ma è talmente rallentata, monolitica, densa e cacofonica da risultare quasi completamente indistinguibile dalle migliori produzioni drone-doom, funeral doom e sludge/doom “suonate”. Il lavoro è interessante soprattuto per la varietà delle composizoni che contiene, e ci mostra una band che è stata evidentemente intelligentissima e molto furba nel non chiudersi inutilmente in un approccio unidirezionale, statico e monotematico come spesso accade in molti lavori drone-doom e dark ambient, che campano essenzialmente dell’effetto ipnosi ottenuto tramite ripetitività, ossessivismo sonico e immobilismo praticamente totali. Se “In Binary” dunque apre le danze con un muro assolutamente sconfinato e ringhiante di chitarroni pachidermici e da beat talmente opprimenti e lontani tra loro da risultare quasi in totale fase di decomposizione, la successiva “Temple Of Juno” affida tutto a synth e tastiere apocalittiche per creare un monolite cibernetico che prende le manipolazioni digitali degli Skinny Puppy e dei Throbbing Gristle e le smembra come carne da macello, lanciando tronconi di carne bruciacchiata in ogni direzione, creando un paesaggio sanguinario e vastissimo e del tutto distopico. “They Came In Peace” addirittura alza il numero dei BPM e cambia completamente marcia al disco andando a finire direttamente nei territori dark-dub di Burial, dei Godflesh intermedi di “Us And Them”, e del breakcore spacca-faccia di Venetian Snares. La marea di synth e beat squassante cambia direzione di nuovo con l’arrivo di “Devastating Vector”,traccia che alza il tiro, dirada la nube soffocante di rumore e ossessivismo industrializzato e dà vita ad una soporifera e depressissima “ballata” EBM che fa pensare subito ai Front Line Assembly come se fossero strafatti di oppio e sonniferi e intenti a celebrare una messa satanica. Poi di nuovo, con l’arrivo di “The Heat Death Of Eeverything” tutto collassa, tutto cade a pezzi, tutto si smembra come se il mondo intero stesse andando in putrefazione. Tutto rallenta quasi al completo stallo e poi viene sepolto da un crollo verticale e inarrestabile di chitarroni funeral doom pesanti come una pioggia di piombo liquefatto mossa al rallentatore. Coraggiosi i Necreo Deathmort, e per niente intimoriti (ma anzi, addirittura raffozati) dalla propria intrinseca ambiguità o appartenenza o meno ad un genere specifico. Come una malefica aurora boreale carica di eletricità mortifera, questa belva electro-doom ondeggia, si deforma e si gonfia, entrando ed uscendo da generi diversi con una disinvoltura e una sicurezza stupefacente. Pensate a quanto sono distanti tra loro i Front Line Assembly e i Corrupted. Bene, i Necro Deathmort sembrano aver azzerato la distanza tra questi due mondi nel giro di poche “note” costringendoli con potere coercitivo assoluto a cimentarsi in un’orgia disgustosa. Un prodotto senz’altro solo per pochi “eletti”, ma i fan di Godflesh (e del lavoro di Justin Broadrick in generale), Halo, Black Boned Angel, Sunn O))) e Lustmord sono praticamente obbligati all’ascolto. Ma anche tutti coloro che apprezzano il doom, il dark-ambient, il noise e il lato meno tamarro e conservatore dell’industrial e dell’EBM, troveranno pane impastato con zolfo e grafite per i loro denti.
