NECRO DEATHMORT – Music Of Bleak Origin

Pubblicato il 06/08/2011 da
voto
7.0
  • Band: NECRO DEATHMORT
  • Durata: 00:45:51
  • Disponibile dal: 04/07/2011
  • Etichetta:
  • Distraction Records

Justin Broadrick sarebbe fiero di questi due ragazzi. Armati “solo” di laptop e chitarre, il duo inglese doom/EBM Necro Deathmort ha fatto della musica dei Godlfesh ciò che i Sunn O))) hanno fatto con quella dei Black Sabbath: ne hanno preso ogni tratto saliente portandolo agli estremi, brutalizzandolo, stuprandolo e sfigurandolo fino a renderli tutti quasi completamente irriconoscibili. (Il giustamente intitolato) “Music Of Bleak Origin” prende lo sludge metal industrializzato di “Streatcleaner” e del precedente omonimo primo lavoro di Broadrick e Green e li dilata come una nebulosa malefica, espandendoloi in ogni direzone e sospingendoli oltre i propri limiti estremi, con una spinta costante di digitalizzazioni infernali e deformazioni cibernetiche oltretombali. La componente elettronica nella musica dei Necro Deathmort fa la parte del leone, ma è talmente rallentata, monolitica, densa e cacofonica da risultare quasi completamente indistinguibile dalle migliori produzioni drone-doom, funeral doom e sludge/doom “suonate”. Il lavoro è interessante soprattuto per la varietà delle composizoni che contiene, e ci mostra una band che è stata evidentemente  intelligentissima e molto furba nel non chiudersi inutilmente in un approccio unidirezionale, statico e monotematico come spesso accade in molti lavori drone-doom e dark ambient, che campano essenzialmente dell’effetto ipnosi ottenuto tramite ripetitività, ossessivismo sonico e immobilismo praticamente totali. Se “In Binary” dunque apre le danze con un muro assolutamente sconfinato e ringhiante di chitarroni pachidermici e da beat talmente opprimenti e lontani tra loro da risultare quasi in totale fase di decomposizione, la successiva “Temple Of Juno” affida tutto a synth e tastiere apocalittiche per creare un monolite cibernetico che prende le manipolazioni digitali degli Skinny Puppy e dei Throbbing Gristle e le smembra come carne da macello, lanciando tronconi di carne bruciacchiata in ogni direzione, creando un paesaggio sanguinario e vastissimo e del tutto distopico. “They Came In Peace” addirittura alza il numero dei BPM e cambia completamente marcia al disco andando a finire direttamente nei territori dark-dub di Burial, dei Godflesh intermedi di “Us And Them”, e del breakcore spacca-faccia di Venetian Snares. La marea di synth e beat squassante cambia direzione di nuovo con l’arrivo di “Devastating Vector”,traccia che alza il tiro, dirada la nube soffocante di rumore e ossessivismo industrializzato e dà vita ad una soporifera e depressissima “ballata” EBM che fa pensare subito ai Front Line Assembly come se fossero strafatti di oppio e sonniferi e intenti a celebrare una messa satanica. Poi di nuovo, con l’arrivo di “The Heat Death Of Eeverything” tutto collassa, tutto cade a pezzi, tutto si smembra come se il mondo intero stesse andando in putrefazione. Tutto rallenta quasi al completo stallo e poi viene sepolto da un crollo verticale e inarrestabile di chitarroni funeral doom pesanti come una pioggia di piombo liquefatto mossa al rallentatore. Coraggiosi i Necreo Deathmort, e per niente intimoriti (ma anzi, addirittura raffozati) dalla propria intrinseca ambiguità o appartenenza o meno ad un genere specifico. Come una malefica aurora boreale carica di eletricità mortifera, questa belva electro-doom ondeggia, si deforma e si gonfia, entrando ed uscendo da generi diversi con una disinvoltura e una sicurezza stupefacente. Pensate a quanto sono distanti tra loro i Front Line Assembly e i Corrupted. Bene, i Necro Deathmort sembrano aver azzerato la distanza tra questi due mondi nel giro di poche “note” costringendoli con potere coercitivo assoluto a cimentarsi in un’orgia disgustosa. Un prodotto senz’altro solo per pochi “eletti”, ma i fan di Godflesh (e del lavoro di Justin Broadrick in generale), Halo, Black Boned Angel, Sunn O))) e Lustmord sono praticamente obbligati all’ascolto. Ma anche tutti coloro che apprezzano il doom, il dark-ambient, il noise e  il lato meno tamarro e conservatore dell’industrial e dell’EBM, troveranno pane impastato con zolfo e grafite per i loro denti.

TRACKLIST

  1. Jaffanaut
  2. In Binary
  3. Temple Of Juno
  4. Überlor
  5. For Your Own Good
  6. Devastating Vector
  7. Blizzard
  8. The Heat Death Of Everything
  9. Moon
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