7.0
- Band: NECRO DEATHMORT
- Durata: 00:48:06
- Disponibile dal: 02/07/2012
- Etichetta:
- Distraction Records
Terzo album per la band Doom-EBM (quale altra band al mondo può vantare l’inclusione in questo genere?) inglese, e terzo centro. Stavolta, al terzo exploit (e reduci dalle lusinghe del Roadburn), i due distruttori albionici hanno fatto la tanto ventilata “scelta” e, tra elettronica e metal, hanno, senza alcun dubbio, scelto il metal. Qui dentro c’è tutto del Necro Deathmort sound: drum machine schiaccia sassi, sample raccapriccianti, linee di tastiere soffocanti… quello è tutto preservato; ma ci sono anche una tonnellata di chitarre e, dove non arrivano le chitarre, ci pensano i synth a creare dei grovigli di rumore che vanno a coadiuvare più la metà metal di questo album piuttosto che quella elettronica, fatto questo che fa decisamente pendere il piatto “metal” della bilancia dei Necro Deathmort dal lato della pesantezza più soffocante. Stilisticamente dunque c’è una decisiva nitidezza e sobrietà nella musica dei Nostri. Sembrano aver fatto una scelta necessaria per essere finalmente qualcosa invece di dare voce a tutto senza mai essere nulla. I Godlfesh, i Red Harvest, i Blut Aus Nord, i Sunn O))), i Neurosis ora sono tutti molto più vicini, più percepibili e intelleggibili, più palpabili. Le atmosfere sono quelle del male fisico perpetrato nella carne. L’esecuzione è quella della battaglia finale, della guerra totale, della distruzione di tutto perpetrata da una entità parte macchina e parte uomo, che ha però le chitarre come arma segreta, e che come irrunciabile strumento bellico ha scelto il metal. E’ bello vedere il lato metallaro di AJ Cookson e Matthew Rozeik uscir fuori così fiero e ignorante. Così ovvio e spavaldo, trucido quasi. Era li percepibilissimo, ma era sempre tirato per la giacchetta dal loro lato “elettronico”. I nostri due amici sembrano aver dunque messo da parte definitivamente i piatti da DJ e ogni residuale tratto da ravers e electro-junkies, e sembrano aver invece tirato fuori le chitarre, gli overdrive e una catasta di ampli infinita. Immancabili comunque le “alleanze” strette dal sound dei NDM che gli permettono di essere comunque così unici e coesi, e che comunque stanno alla base del loro sound in maniera così prepotente ed irrinunciabile. Parliamo delle influenze incorporate dalla band che derivano direttamente dalla scuola EBM canadese, con Skinny Puppy e Front Line Assembly in testa, e successivamente dall’industrial tedesco di prima data, ovvero dagli Einsturzende Neubauten e dai Die Krupps. Parliamo dunque di una band dal sound incredibilmente profondo, sfaccettato e poliedrico, che succhia energie vitali da più fonti differenti, metabolizzando poi tutto in un continuum musicale personalissimo e perfettamente bilanciato. Sempre più sorvegliati speciali.
