7.0
- Band: NECROCENE
- Durata: 00:17:43
- Disponibile dal: 07/06/2024
- Etichetta:
- Personal Records
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Con il termine ‘necrocene’ si indica in via generale il percorso epocale che il sistema economico capitalista andrebbe tracciando nella storia dell’uomo, tesa alla distruzione non solo del genere umano stesso ma anche dell’ecosistema in cui esso vive. Da questa interessante nozione prende il suo nome una band toscana di recente formazione, qui alla prima prova discografica con un EP di cinque pezzi intitolato “Detrimental Paratomy”.
Il gruppo propone un sound che si ispira molto ai Death di “Scream Bloody Gore”, agli Autopsy di “Severed Survival” e agli Obituary di “Slowly We Rot”. Parliamo dunque di un death metal profondamente old-school, ma che a differenza di moltissime formazioni recenti guarda alla primissima era del genere in questione senza però tentare innesti hardcore punk o sperimentazioni tecniche particolari: i Necrocene si presentano in tutto e per tutto come un tributo ai primi dischi di Chuck Schuldiner e alle produzioni di Scott Burns, riuscendo perfettamente nell’intento prefissato.
“Detrimental Paratomy” è un disco che avrebbe potuto tranquillamente esser stato scritto e registrato tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta del secolo scorso, tanta è la dedizione al genere e la precisione nel ricreare il sound tipicamente floridiano che fece la fortuna di diversi gruppi di quel periodo. Chi conosce i gruppi e i dischi citati dovrebbe dunque aver già inteso perfettamente la proposta dei Necrocene, composta da un riffing tagliente ma mai troppo preciso, da un batterismo piuttosto semplice e mai chirurgico e da una voce sgraziata che poco ha a che fare con la visione moderna del metal. Cambi repentini di velocità e downtempo cadenzati vanno a completare la formula perfettamente ricreata dal gruppo toscano, non facendo alcun mistero dunque delle proprie fonti di ispirazione al punto da ispirare un certo senso di provocazione e sfrontatezza nei confronti dell’ascoltatore.
A parere di chi scrive, questo EP risulterà profondamente divisivo per coloro che vi si approcceranno, dato l’estremo citazionismo in questione: la musica dei Necrocene sarà con tutta probabilità apprezzata e amata dagli estimatori delle produzioni dei Morrisound Studios – tali estimatori senza dubbio avranno un nuovo disco da aggiungere alla propria collezione – e odiata senza mezze misure dai detrattori della stessa. Le cinque tracce coprono un minutaggio di circa diciassette minuti e si presentano tutte in maniera piuttosto omogenea in termini di strutture e arrangiamenti; non vi sono momenti particolarmente brillanti o evidenti all’interno delle composizioni, anche se tra le più riuscite segnaliamo la prima “Planned Obsolescence” e la terza “The Age Of Death And Extinction”, titoli peraltro legati alla già citata visione storica, politica e sociale espressa dal nome del gruppo. A supporto di tale visione va inoltre l’artwork, anch’esso riuscitissimo e ancora una volta in grado di rievocare le sensazioni e l’estetica tipiche dei dischi tanto cari alla band toscana.
Il panorama del death metal old-school italiano ha in anni recenti dato alla luce diversi album e gruppi che hanno saputo catturare l’attenzione degli ascoltatori del genere – per citare solo alcuni nomi si può far riferimento a vari EP e full-length di Miscreance, Valgrind e Shrieking Demons. Siamo sicuri che in questo tipo di considerazione i Necrocene potranno trovare un proprio spazio: “Detrimental Paratomy” è una perfetta testimonianza della comprensione profonda del genere proposto da parte di una band che già all’esordio dimostra di avere idee chiarissime e parecchio da offrire a chi non è mai sazio di old-school death metal in chiave floridiana, a cui consigliamo dunque senza dubbio l’ascolto di “Detrimental Paratomy” in attesa di un primo vero e proprio full-length.
