NECROFILI – Immaculate Preconception

Pubblicato il 15/08/2019 da
voto
7.5
  • Band: NECROFILI
  • Durata: 00:24:04
  • Disponibile dal: 12/04/2019
  • Etichetta:
  • Distributore:

Misterioso, ipnotico, acido. Così potremmo definire il qui presente “Immaculate Preconception”, EP realizzato in proprio dai Necrofili, band di Rieti attiva dal 2005, giunta alla terza produzione in studio. Poco più di venti minuti in cui il quartetto guidato da Carlo Pelliccia (voce e chitarra) e dal batterista Marco Dalmasso, ci mostra gli aspetti più grezzi e storici del pregiudizio e della condanna sociale prendendo spunto da una delle figure più emblematiche in tal senso, Giordano Bruno. E lo fa attraverso una formula sonora altrettanto schietta e cruda che affonda le proprie radici in un death old-school, nemmeno troppo tirato, impreziosito da passaggi più melodici e ricercati che rimandano, in alcuni casi, ai primi lavori targati Death SS, dove una certa risonanza doom trovava spazio tra i riff più fulminei e maligni.
Originalità testimoniata sin dalle prime battute dell’opener “A Lullaby For Reason”: un tappeto acustico, dai tratti malinconici e lugubri, accompagnano le parole decise e concrete dello stesso Bruno che calca la mano sulla volontà di non sopperire alla vita pusillanime e falsa, preferendo invece una morte coraggiosa. E mentre il rogo comincia a prendere forza e vigore, così il sound dei Necrofili acquista velocità sino ad esplodere nella successiva “Infaithcted”: i ritmi si fanno serrati e vorticosi mentre lo scream di Pelliccia si diletta a sputare sull’ascoltatore la denuncia totale nei confronti del pregiudizio, soprattutto religioso, reo di infettare le persone tramite il seme delle fede; da qui il titolo del brano stesso. E’ ancora il filosofo rinascimentale invece il protagonista di “Campo de’ Fiori”, il pezzo più variegato dell’EP, contraddistinto tra le altre cose dal cantato in italiano. L’intro acustico apre le porte alla piazza romana in cui il frate venne arso vivo; qui, a suggellare il pathos del momento, il brano prende ritmo, appesantendo i suoni che diventano più grezzi e acidi prima che i toni rallentino ulteriormente sino all’ultimo sbuffo di cenere. Si scriveva di versatilità: ulteriore testimonianza è “The Shapeless Thing”, dove la varietà della proposta raggiunge il suo culmine grazie ad una sfuriata black inserita nella parte centrale. Ed a chiudere questa “Immaculate Preconception” (notevole la copertina dell’album realizzata dall’illustratrice Claudia Ianniciello) una sorta di bonus-track celebrativa, come spiegato dalla band in sede di presentazione dell’EP, disponibile già da diversi mesi. La collaborazione dei due mastermind del gruppo, infatti, va oltre i Necrofili e con “Army Of The Reaper”, la band di Rieti ha voluto premiare questo connubio che dura ormai da oltre vent’anni. Condito da una discreta produzione, questa terza scintilla italiana merita di avere un seguito; le premesse ci sono tutte. Attendiamo fiduciosi.

TRACKLIST

  1. A Lullaby For Reason
  2. Infaithcted
  3. Campo de' Fiori
  4. The Shapeless Thing
  5. Army Of The Reaper
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