NECROPHAGIA – Moribundis Grim

Pubblicato il 07/05/2024 da
voto
6.5
  • Band: NECROPHAGIA
  • Durata: 00:30:01
  • Disponibile dal: 10/05/2024
  • Etichetta:
  • Time To Kill Records

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“Moribundis Grim” è un album facile da ascoltare, ma allo stesso tempo difficile da descrivere, se vogliamo andare a fondo e non limitarci a parlarne per sommi capi. Iniziamo: “Moribundis Grim” non è propriamente il nuovo album dei Necrophagia, ma contiene comunque materiale inedito; allo stesso tempo non è proprio una raccolta assemblata alla bell’e meglio, visto che c’è l’evidente intento di dare una forma compiuta a dei demo mai conclusi per la scomparsa di Killjoy, tra l’altro con l’aiuto di diversi musicisti che non hanno per forza fatto parte della band di quel periodo.
Il singolo di pregio è sicuramente la title-track, completata nelle parti vocali lasciate incompiute dalla scomparsa di Killjoy da nientepopodimeno che John McEntee (Incantation). Il brano, composto dal chitarrista Serge Strelsov, ha connotati abbastanza moderni affini all’ossatura del discreto “Whiteworm Cathedral” e tutto sommato, è una canzone che potrebbe essere inserita in una qualche release dei Crowbar, con un cantato differente.
A seguire spuntano due ri-registrazioni di classici come “Bleeding Torment” e “Mental Decay” che, a nostro modo di vedere, non aggiungono tantissimo agli originali; più interessante è invece la cover di “Halloween 3” dei Samhain che, insieme all’intro di “House By The Cemetery”, rivista in chiave metal, e alla strumentale “Scarecrows”, impreziosita dalle tastiere, riporta in luce il lato dei Necrophagia da sempre legato all’horror di serie B.
Chiude un altro strumentale, “Sundown”, anch’esso notevole per gli inserti di tastiera. L’operazione promossa dalla Time To Kill parte dai demo della formazione di metà anni 2010, ovvero Killjoy, Serge Streltsov, Shawn Slusarek and Jake Arnette e aggiunge poi, alle loro performance, i completamenti di Titta Tani (batteria), la voce del citato John McEntee (Incantation), e le tastiere di Dee Commisso e Mirai Kawashima (Sigh).
Il materiale è piacevole, assolutamente non fondamentale e se lo si prende sotto questo punto di vista è bello riavere altra musica a nome Necrophagia, visto che Killjoy è sempre stato un grande comprimario del death metal e simbolo dell’underground senza compromessi. Nota un po’ dolente, la copertina, abbastanza di cattivo gusto a nostro modo di vedere, ma che tutto sommato ci può anche stare nell’ottica del percorso iconografico dei Necrophagia nel tempo.
Concludiamo con un breve ragionamento sull’utilità di riportare alla luce dei demo incompleti dopo la morte di Killjoy, anima ed identità indiscussa della band americana: a livello umano speriamo che tutti siano d’accordo, che non ci siano sgarbi e scontri tra ex membri, famiglie e chissà chi altro, tutte storie note nel mondo del metal; da collezionisti invece ci fa sicuramente piacere avere la possibilità di sentire ancora la musica dei Necrophagia, anche se ci piacerebbe comunque che il disco non venisse considerato come un ‘nuovo’ album perché di questo sicuramente non si tratta – almeno, non del tutto.
Infine, sarebbe stato molto bello capire per ogni brano chi ha contribuito alla realizzazione, di quando è nello specifico e così via: perché poi è inclusa una canzone live? Dove è stato registrata? Perché la band stava ri-registrando due classici del primo periodo? Su questo però, sospendiamo il giudizio in attesa della versione definitiva che sarà nei negozi: magari le note in accompagnamento al booklet faranno piena luce su tutto.

TRACKLIST

  1. House By The Cemetery (Cover)
  2. Moribundis Grim
  3. Bleeding Torment
  4. Mental Decay
  5. Halloween 3 (Samhain cover)
  6. The Wicked (Live)
  7. Scarecrows
  8. Sundown
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