NECROPHAGIST – Epitaph

Pubblicato il 14/09/2004 da
voto
8.0
  • Band: NECROPHAGIST
  • Durata: 00:32:54
  • Disponibile dal: 06/09/2004
  • Etichetta:
  • Relapse Records
  • Distributore: Self

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Nome sconosciuto ai più ma assolutamente degno di attenzione quello dei Necrophagist, formazione tedesca con già all’attivo l’ottimo full length di debutto “Onset Of Putrefaction”, uscito ben quattro anni fa. Il chitarrista e cantante Muhammed Suicmez ritorna oggi con una line up estesa (il debut era infatti stato registrato completamente dal solo Suicmez, che si era avvalso di una drum machine) e con in tasca un prestigioso contratto con la Relapse, sempre attenta nel seguire l’underground estremo internazionale. Il secondo full length dei Necrophagist si presenta dunque suonato in toto da musicisti in carne ed ossa – neanche a dirlo dalle capacità tecniche notevolissime – e forte di una produzione ultra professionale… nonché, ovviamente, di un lotto di brani validissimo! Il virtuoso quartetto ci offre infatti ancora una volta un esaltante death metal arzigogolato, tecnicissimo, vario e melodico il giusto. Nulla di particolarmente innovativo ma realizzato con tutti i dovuti crismi, dove tutto appare curato e nulla sembra essere lasciato al caso. Echi dei Carcass di “Heartwork” e dei Death di metà carriera (“Individual Thought Patterns”, “Symbolic”) si odono in più punti di questo platter (soprattutto nei momenti più controllati) ma comunque non si mette mai in dubbio che siano i Necrophagist a suonare, questo perché le vocals di Suicmez, un profondo growling quasi di stampo brutal, risultano piuttosto originali in un tale contesto e poi perché il drummer si lascia spesso andare a fughe di blast beat, velocizzando incredibilmente i pezzi e sorreggendo in modo inusuale i contorti riff di chitarra. Degnissimi di essere menzionati anche gli assoli, spesso vagamente neoclassici e trascinantissimi. La band quindi, pur muovendosi sempre in territori tutto sommato noti, non sembra essere del tutto refrattaria alle sperimentazioni e anzi, con l’aiuto di queste trovate, riesce a coinvolgere in modo sorprendente l’ascoltatore. “The Stillborn One”, “Diminished To Be” e la title track sono dei pezzi fantastici, ma a ben vedere in “Epitaph” è difficile indicare un brano migliore degli altri! Tutto diverte e scorre alla perfezione, perciò se siete seguaci della tecnica mista alla violenza fareste bene a prendere in considerazione questi quattro ragazzi: il loro nuovo album merita un’accoglienza coi fiocchi!

TRACKLIST

  1. Stabwound
  2. The Stillborn One
  3. Ignominious & Pale
  4. Diminished To Be
  5. Epitaph
  6. Only Ash Remains
  7. Seven
  8. Symbiotic In Theory
2 commenti
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