8.0
- Band: NECROT
- Durata: 00:13:06
- Disponibile dal: 26/02/2014
- Etichetta:
- Blood Divine
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Il “nostro” Luca Indrio ne sta facendo di strada. Partito dalla sua natìa Firenze militando da giovanissimo nelle file degli Infame e dei Pistons è poi finito ad Oakland in California dove si è poi trasferito in pianta stabile, prima unendosi ai grandissimi Acephalix (che poi hanno finito per rimediare un contratto con Southern Lord, oltre a svariati tour mondiali) per poi unirsi ai Vastum, e creando anche vari altri progetti paralleli nel mezzo come i Lawless e questi brutalissimi Necrot. Con la fine degli Acephalix, dei Lawless e l’attività live dei Vastum molto ridotta negli ultimi tempi, i Necrot sono ora divenuti la sua creatura principale, e una band che, come tutti gli altri progetti di Luca, sta bruciando tutte le tappe bruciabili per quanto riguarda la qualità delle uscite e della scrittura, in tempi assolutamente irrisori. Giunti al terzo EP pubblicato in poco più di un anno, stavolta rispetto ai due capitoli precedenti (“Into the Labyrinth” e il primo EP omonimo) la band sembra mostrare di aver ingranato ancora una volta una marcia in più, di godere di una vitalità ed un’energia del tutto fuori dal comune e completamente debordanti. Coadiuvati come sempre dal drumming massacrante e dinamicissimo del giovanissimo Chad Galey (ex-Bruxers, Vastum) e dai riff di chitarra maestosi e belluini di Sonny Reinhardt (Saviours), i Necrot stavolta hanno pubblicato un lavoro che pur nella sua brevità ci mostra una band all’apice della forma e capace di mettere su nastro canzoni che non hanno una falla e che sono pura sostanza e puro trionfo di un songwriting inscalfibile e ispiratissimo. In dieci brevi ma dilanianti minuti, la musica dei Necrot si muove agevolmente tra death metal old school e punk, citando in varie forme e colori primi Death, Deviated Instinct, primi Sepultura, Discharge, primi Obituary, primissimi Entombed, Autopsy, Nihilist e Bolt Thrower, e materializzando infine un quadro sonoro assolutamente punitivo e massacrante il cui combustibile primario sono una brutalità e un groove inverecondi al cospetto dei quali spaccarsi l’osso del collo in preda ad un headbanging isterico pare cosa impossibile da evitare. Siamo, insomma, al cospetto di una grandissima band in ascesa praticamente verticale che sta già di fatto sfidando la concorrenza per impossessarsi del trono lasciato vacante dagli Acephalix. Grandi cose sono arrivo da questi tre grandissimi death metaller, e non potremmo essere più fieri del fatto che una delle menti principali dietro al progetto sia un nostro compatriota!
