NEGATOR – Vnitas Pvritas Existentia

Pubblicato il 15/10/2019 da
voto
7.5
  • Band: NEGATOR
  • Durata: 00:55:05
  • Disponibile dal: 18/10/2019
  • Etichetta: Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

Per gli amanti del nero metallo, le tinte dell’autunno in corso stanno lentamente assumendo i tratti più gelidi ed infernali, realizzando così un quadro demoniaco di assoluto livello. Il pentacolo diabolico è improvvisamente divampato grazie alle fiamme dei Mortem, dei Mayhem… e dei qui presenti Negator, nuovamente in pista dopo sei anni di silenzio. Una pausa che ha sicuramente giovato alla band guidata da Nachtgarm: alcuni cambi di line-up e la firma con la Massacre Records hanno permesso al quintetto teutonico di portare a termine un full-length possente e glaciale. Un vorticoso esempio di black/death moderno in grado di fondere l’arte malefica dei Behemoth con la matrice più cruda e violenta di stampo scandinavo (Dark Funeral e Marduk), in aggiunta a quel tocco di brutalità sanguigna made in Belphegor. Cinquantacinque minuti durante i quali l’ugola avvelenata dello stesso Nachtgarm catalizza al meglio un’esauriente liturgia del male traducibile nel titolo dell’album “Vnitas Pvritas Existentia”. Completo e più vario rispetto al precedente “Gates To The Pantheon”, il nuovo dei Negator si caratterizza per una molteplicità di episodi in cui assalti allo stato puro, telecomandati dalla precisione chirurgica di Nechtan (ottimo lavoro dietro le pelli) s’intercalano a capitoli solenni e celebrativi, lasciando spazio ad intermezzi più cadenzati e maligni. Premiato da una produzione dignitosa, la quinta fatica prodotta dalla band di Amburgo spicca per un sound monolitico e coinvolgente che solo in alcuni episodi della seconda parte perde di mordente, aggrovigliandosi leggermente su sé stessa, creando dei filler sinceramente evitabili (“Regnvm Spiritvs Immvndi”). Poco male: a corredo di una cover mediamente sobria (rispetto a quelle promulgate da Helmut e compagni per esempio), anche l’operazione di songwriting trova la giusta collisione con i riff mefistofelici sfregiati dalla coppia Finnskald-Urzorn, gratificando così l’opera d’oratoria svolta dal singer teutonico diffusa dal suo personalissimo pulpito dissacratorio.
Entrando nel Pantheon (perchè è qui che si erano fermati i Negator), una sinfonica pioggerella anticipa l’inizio delle orazioni: “Temple Of Light” scende dal cielo come il più classico degli attacchi frontali, sostenuta da un riff luciferino e pungente, esplodendo in sede di refrain, più pomposo e rievocativo. Ha invece un sapore ‘satyriconiano’ l’avvio della successiva “Sangvis Serpentis”: più lenta e ipnotica della precedente, si distingue per un intermezzo melodico. Melodia che viene letteralmente spazzata via da “Khaire Phos”; rullo compressore in modalità Vader prima di acquisire tratti sinfonici per impreziosire il tutto. Uno dei pezzi migliori. A conti fatti, la prima parte dell’album colpisce maggiormente rispetto al famoso lato B; e questo grazie a pezzi come la declamatoria “Pyroleophis” e “Prophets Of Fire”, inizialmente narrativa, arriva a scavare un solco sulfureo in cui è ancora il timbro cavernoso di Nachtgarm a farla da padrona. Un brano che mostra tutte le armi micidiali in possesso del combo tedesco. E se la marcia tellurica messa in atto da “Ritvs Sex”, nella quale viene esplicitato a caratteri cubitali il titolo del full-length, ci regala riff per così dire più heavy, per avere nuovi pugni nello stomaco bisogna attendere la conclusiva “Rite Of The Trident”, caratterizzata da un nuovo coagulo di sonorità, preferendosi comunque negli stacchi meno furenti. Da non sottovalutare nemmeno la bonus track “Der Ruf Der See”. Per cui, se volete celebrare al meglio le litanie infernali, i Negator hanno bollato egregiamente la casella del comeback.

TRACKLIST

  1. Temple Of Light
  2. Sangvis Serpentis
  3. Khaire Phos
  4. Pyroleophis
  5. Prophets Of Fire
  6. Ritvs Sex
  7. Regnvm Spiritvs Immvndi
  8. Et Verbvm Caro Factvm Est
  9. Rite Of The Trident
  10. Der Ruf Der See (bonus track)
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