NEKROSUN – The Grace Of Oxymoron

Pubblicato il 09/10/2012 da
voto
7.5
  • Band: NEKROSUN
  • Durata: 00:47:00
  • Disponibile dal: 22/06/2012
  • Etichetta:
  • Crash & Burn
  • Distributore: Masterpiece

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Si presentano davvero bene i nostrani Nekrsoun, con la stretta di mano forte e sicura di una grafica professionale (e splendida) ed una produzione all’altezza di band ben più note e blasonate. Il gruppo di Varese propone un metal di difficile catalogazione, in cui anche il solo parlare di influenze risulterebbe riduttivo per una creatività che appare sin dal primo ascolto sinceramente spontanea e naturalmente originale. Potremmo solo accostare il nome del combo lombardo a quello di altre band, giusto per aiutare voi lettori nel comprendere una proposta musicale di difficile catalogazione ed altresì dare una mano a chi vi scrive. I Nekrosun possono ricordare (ma mai per più di qualche secondo consecutivo) band come i più recenti e “classicamente metal” Cradle Of Filth, i sottovalutati ed ormai dimenticati londinesi Biomechanical ed i potenti ed eleganti Nevermore. Un approccio strumentale assolutamente sopra le righe premia gli ottimi musicisti qui coinvolti, dove la tastiera viene utilizzata in modo davvero vario e fantasioso, inserendo classici ed epici tappeti quanto moderni e freschi suoni elettronici. Stupendi gli assoli di chitarra e la sezione ritmica tutta, davvero in grado di dare quella spinta e quella potenza assolutamente metal che in una proposta così dinamica funge da collante e cemento per le fondamenta per degli arrangiamenti davvero strutturati. Un discorso a parte lo merita senza ombra di dubbio il singer Alberto Bernasconi, capace di passare da toni epicamente declamatori (forse a volte esageratamente teatrali) a vocalità aggressive fino a spingersi ad un growl efficace e credibile. Venendo alle note dolenti, possiamo solo criticare un’eccessiva difficoltà nell’assimilare questa proposta, la quale si rende riconoscibile nei propri capitoli solo dopo reiterati ascolti. Un gruppo sicuramente di caratura internazionale, capace di reggere il confronto con band che fanno dell’eclettismo il loro vessillo, spesso sbandierato e perseguito in modo troppo artificioso. Un disco che, come un buon sigaro cubano, va gustato solo se ne avete il tempo, altrimenti fumate pure una semplice, comune, rapida sigaretta.

TRACKLIST

  1. When A Fallen Arises
  2. Hateseed
  3. Cryostasis
  4. My Dark Babylon
  5. The Lighthouse Is Crumbled Down
  6. Once For All!
  7. Mental Misanthropy
  8. The Lilium I Loved
  9. Litania
5 commenti
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