NERGARD – Memorial For A Wish

Pubblicato il 02/07/2013 da
voto
7.0
  • Band: NERGARD
  • Durata: 00:64:40
  • Disponibile dal:
  • Etichetta:
  • Battlegod Prod.

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Le metal opera sono sempre di moda. Lo ha capito molto bene Tobias Sammet, che, dopo aver dichiarato morta la sua creatura Avantasia nel 2002, alla fine del secondo capitolo di “The Metal Opera”, l’ha ripresa dal cassetto per altre quattro volte, pubblicando inoltre un grandioso live e facendo tour su tour in lungo ed in largo. Ma lo ha capito anche Timo Tolkki che, dopo l’insuccesso dei suoi Revolution Renaissance, ci si è buttato realizzando l’interlocutorio progetto Avalon. E ci sono mille altri casi, dalle opere di Lucassen, vero pioniere nel campo, a quelle deliziose di Daniele Liverani, che con il suo “Genius” ha stupito in molti. Ad entrare nel club degli autori di metal opera tocca oggi ad Andreas Nergard, ventisei anni, norvegese, membro della progressive metal band  Rudhira, con il progetto che porta il suo nome. Nergard si basa su un concept diviso in due capitoli, e questo “Memorial For A Wish” è il primo dei due; la trama, che finalmente lascia stare il fantasy e la fantascienza, è ambientata nella Dublino del 1890, e narra di Peter O’Donnel, giovane che viene ingiustamente condannato a vent’anni di prigione, lasciando sola così la moglie incinta che morirà di parto durante la sua prigionia. Il sound di Nergard è elegante ed arioso, ma deciso e concreto quando serve, brillante ma drammatico, e si basa su un buon alternarsi di progressive, power ed AOR. Tutti gli strumenti sono stati suonati dallo stesso Andreas, tranne gli assoli di chitarra, affidati ad Helge Engelke dei Fair Warning e Stig Nergard dei Tellus Requiem, mentre, per le parti vocali, sono stati reclutati, come da tradizione, undici quotatissimi cantanti, tra i quali spiccano Ralf Scheepeers dei Primal Fear, Nils K. Rue dei Pagan’s Mind ed il nostro Michele Luppi. “Memorial For A Wish” non è un capolavoro, ed alterna momenti grandiosi a cadute di tensione, anche se non troppo grosse, ma è un bel disco, ben suonato e scritto sufficientemente bene. A noi sinceramente è piaciuto, anche in virtù delle magnifiche prove vocali offerte dai cantanti ospiti e di certi tocchi deliziosi di matrice prog che sono propri del compositore. Consigliato.

TRACKLIST

  1. Twenty Years In Hell
  2. A Question Of God
  3. Is This Our Last Goodbye
  4. Hell On Earth
  5. An Everlasting Dreamscape
  6. Nightall
  7. Angels
  8. Requiem
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